Oggi parliamo di un progetto – e dell’artista che lo ha ideato – capace di fondere musica, cinema, letteratura, videogiochi e arte visiva in un’unica esperienza narrativa. “Devil’s Cry” è il titolo dell’ultimo album del bassista Michele Fraternali, un lavoro composto da 14 tracce in cui il basso elettrico è il protagonista assoluto.
L’intero disco è infatti eseguito esclusivamente con il basso a sei corde di Michele, la cui tecnica e versatilità gli consentono di spaziare tra atmosfere molto diverse: dalle furenti cavalcate metal a brani ambient ricchi di suggestione, passando per martellanti riff industrial in cui il basso assume il ruolo di una chitarra distorta e granitica, fino ad arrivare a composizioni di ispirazione classica, dove lo strumento cambia nuovamente pelle e richiama sonorità simili a quelle di un pianoforte. Nel disco non sono presenti parti cantate, e la scelta non è casuale: “Devil’s Cry” nasce infatti come colonna sonora dell’omonimo cortometraggio musicale, disponibile integralmente su YouTube, scritto, diretto e composto dallo stesso Michele Fraternali. Musica e immagini dialogano costantemente tra loro, dando vita a un racconto costruito attraverso simboli, emozioni e suggestioni sonore. Ispirato al videogioco Devil May Cry, alla Divina Commedia e ad alcuni temi della psicologia, il film racconta una metaforica discesa agli inferi seguita da una risalita verso la luce. Il protagonista, interpretato dallo stesso artista, affronta le proprie paure e i propri limiti in un percorso di crescita personale. I richiami alla celebre saga Capcom e al capolavoro dantesco risultano evidenti, mentre l’assenza di dialoghi rende l’esperienza più immersiva, lasciando che siano la musica e le immagini a guidare lo spettatore.
Un ulteriore elemento di interesse è rappresentato dalle location scelte per le riprese. Il cortometraggio utilizza infatti alcuni tra i luoghi più affascinanti della provincia di Pesaro e Urbino, tra cui il Palazzo Ducale di Urbino, il Castello di Gradara, il Castello Brancaleoni di Piobbico, un monastero abbandonato ad Apecchio e la Grotta del Nerone. Il disco rappresenta il collante di questo ambizioso progetto multimediale e ne riflette l’eclettismo e la creatività, unendo sperimentazione e qualità in un universo artistico coerente e personale. Se siete curiosi di scoprire “Devil’s Cry”, potete trovare l’album su Spotify e sulle principali piattaforme di streaming. Il consiglio, però, è di dedicare una mezz’ora alla visione del cortometraggio su YouTube.
a cura di Cesare Bonomi


