Letti e piaciuti / Conan il barbaro

Quello di Conan il Cimmero è un nome divenuto iconico per la ragione sbagliata. Il feroce combattente, muscolosissimo e dall’aria truce, ritratto in perizoma di pelliccia e circondato da teschi e discinte danzatrici, è solo un aspetto (il più superficiale e quasi caricaturale) del barbaro creato da Robert Erwin Howard. E invece Conan è un personaggio a tutto tondo, «capace di abissali malinconie e di incontenibili esplosioni di allegria», per citare la celebre intro ai suoi racconti, le Cronache nemediane.

Lo aveva capito bene Giuseppe Lippi, tra i massimi esperti di fantasy e fantascienza in Italia (nonché vigevanese d’adozione: è scomparso nel 2018) e curatore di una delle ultime riedizioni in italiano dell’opera omnia dei racconti dedicati al cimmero. Conan il barbaro, edito per i tipi di Mondadori (ora introvabile in libreria, ma parzialmente ristampato per la collana Fantasy Urania) è un’immersione in un mondo di una «brutale sincerità», per usare le parole di Lippi, un’eco di un’epoca mitica mai esistita dove Conan si muove all’insegna dell’azione, ovunque lo portino la sua spada e i suoi desideri. Da fuoricasta a re, da predone a soldato, Conan conquista bottini e raddrizza i torti, è insofferente a ogni legge e compromesso ma, di fronte alla sua etica “barbara”, non arretra di un millimetro. Non è rozzo e stupido, come molti credono, solo fatica ad accettare le ipocrisie della cosiddetta civiltà: la sua è una libertà che va oltre ogni orizzonte, sempre alla ricerca di una nuova avventura. E sì, è innegabile che in Conan siano proiettati molti dei desideri di Howard, pienamente un uomo del suo tempo e del suo spazio (il Texas dei primi del ‘900) ma complesso e contradditorio: un boxeur e pistolero, ma capace di una sensibilità estrema nei confronti della madre; un uomo mai uscito dallo stato della Stella Solitaria, ma ideatore di imperi e lande fantastiche.

E chissà ancora quante ne avrebbe create, se non fosse scomparso anzitempo ad appena 30 anni… per concludere, perché leggere Conan? Se amate il fantasy, è il capostipite dello sword and sorcery, e non potete non rimanere ammaliati di fronte alla potenza dei mondi ideati da Howard, dall’era Hyboriana, dalle sue città ornate di minareti, dalle sue giungle e dalle sue mortali vette innevate. Se non amate il fantastico, meglio ancora: levato lo schermo di principesse e stregoni, Conan resta avventura allo stato puro, azione, un uomo che va dritto al punto, tra abissali malinconie ed esplosioni di allegria, fino a dove può colpire la sua spada.

Alessio Facciolo

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