La Colombia cambia segno politico. Dopo anni di governo della sinistra guidata da Gustavo Petro, i colombiani hanno premiato il candidato conservatore Abelardo de la Espriella. Domenica si è infatti svolto il secondo turno delle elezioni presidenziali, quello decisivo. Il risultato, seppur molto equilibrato, assegna la vittoria al candidato del partito Defensores de la Patria: circa 12,9 milioni di voti contro i 12,6 milioni ottenuti dal suo avversario. Il suo aspetto ricorda quello del presidente salvadoregno Nayib Bukele. Capelli corti, fronte ampia, barba perfettamente curata e immancabile giacca: a prima vista i due sembrano quasi fratelli. Ma le somiglianze non si fermano all’estetica. Tra i due esiste infatti una notevole sintonia politica. De la Espriella, soprannominato la Tigre, ha costruito la propria campagna elettorale attorno ad alcuni punti essenziali: la riduzione del peso dello Stato nella vita economica e sociale del Paese, una diminuzione della pressione fiscale —aspetto che ricorda in parte l’esperienza di Javier Milei in Argentina— e soprattutto una linea di forte contrasto alla criminalità. Uno dei principali obiettivi del nuovo presidente sarà infatti il rafforzamento della sicurezza interna. La Colombia è una nazione segnata da un conflitto interno che dura da decenni, nel quale la violenza politica si intreccia spesso con quella criminale. Lo stesso Gustavo Petro proviene dall’esperienza della guerriglia: è stato infatti membro dell’M-19, il Movimiento 19 de Abril, organizzazione nata in seguito alle contestate elezioni del 19 aprile 1970 che portarono alla vittoria di Misael Pastrana. L’attività armata del movimento ebbe inizio nel 1973 e si concluse con il processo di smobilitazione del 1990. Ma non tutte le formazioni guerrigliere accettarono di deporre le armi. I dissidenti, presenti specialmente in diverse regioni di confine con il Venezuela, alimentano una spirale di violenza fondata soprattutto sui proventi del narcotraffico e su forme di governance criminale che ne derivano. La situazione è complessa. Dopo il primo turno elettorale Petro aveva contestato il risultato ottenuto da De la Espriella. Nelle ore successive al ballottaggio ha inoltre annunciato che il suo partito intende impugnare i risultati di circa 33.000 seggi. Sarà quindi necessario attendere l’esito di queste contestazioni e auspicare che il passaggio di poteri avvenga in modo ordinato.
a cura di Matteo Re

