In estate le isole greche sono sempre tra le mete turistiche più gettonate d’Europa; io però vi consiglio di restare sulla terraferma, per scoprire la parte continentale del territorio ellenico, ancora più affascinante e autentico.
Arrivate in auto con un traghetto a Patrasso, e da lì raggiungete il possente Peloponneso. Gli amanti dell’archeologia troveranno subito soddisfazione nel visitare i famosi siti di Micene e Olimpia. Verso il lato orientale del Peloponneso una menzione la merita anche il castello di Larissa, solenne fortificazione medievale da cui è possibile ammirare un magnifico panorama che si apre sul Golfo dell’Argolide e guarda verso Nauplia, una delle località marittime più amate dai greci. Il vero gioiello si trova nella parte più distante e meno conosciuta della penisola: Monemvasia, in Laconia. Piccolo borgo di origine medievale, arroccato su un promontorio legato al continente solo da un sottile lembo di terra, può essere visitato solo a piedi, permettendo di godere di ritmi lenti e unici. Spostandosi dal Peloponneso ci sono due penisole greche che meritano di essere esplorate. La Penisola del Pelio è perfetta per gli amanti della tranquillità con mare limpido e natura selvaggia. La Penisola Calcidica, invece, è ricca di fascino e storia.
Se volete vedere solo questa zona arrivate con un volo a Salonicco, prendete un’auto per scoprire la penisola e visitate i territori che facevano parte dell’antico regno macedone di Alessandro Magno.
A Salonicco i resti del palazzo e dell’arco di Galerio e i suoi successivi monumenti paleocristiani e bizantini sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Le tre dita della Penisola Calcidica, cioè Kassandra, Sithonia e la terza dove svetta il monte Athos sono le mete perfette per chi vuole perdersi tra piccoli paesini, tanta natura e spiagge dal mare incontaminato. Il luogo che più di tutti vi lascerà senza fiato però sarà il museo che è stato creato apposta nel punto dove un tempo sorgeva Ege e furono trovate delle tombe reali; una di queste è stata attribuita a Filippo II di Macedonia, il padre di Alessandro Magno. Ege è l’antico nome della città di Verghina, attuale sede del museo.
Dulcis in fundo, tornando nel cuore del continente, non posso non citare le Meteore, enormi colonne di roccia il cui nome in greco vuol proprio dire “in mezzo all’aria” sulle cime delle quali, intorno al XIV secolo, iniziarono con estrema fatica ad essere edificati dei complessi monastici. Belle le isole… ma vi ho convinto a fare un giro sulla parte continentale? Trovate la puntata dedicata alla Grecia Continentale nel mio podcast, Taste of Art, disponibile su tutte le piattaforme di ascolto.
Francesco Nocito, archeologo e podcaster


