L’Araldo ha chiesto ai sei candidati sindaco alle amministrative del 2020 di proporre un’idea concreta per il rilancio di Vigevano: ecco le proposte di Guarchi, Squillaci, Suvilla (rispettivamente Rifondazione Comunista, Per Squillaci sindaco, Insieme per Vigevano). Servizi a cura di Giuseppe Del Signore, Alessio Facciolo, Davide Zardo

3. Roberto Guarchi – Dura lotta per la ferrovia

Roberto Guarchi (Rifondazione Comunista)

La strada verso Milano su cui puntare esiste già, ed è quella ferrata. Per Roberto Guarchi, candidato di Rifondazione Comunista, sono i collegamenti ferroviari con il capoluogo di regione il punto principale per il rilancio di Vigevano nel post-Covid: «La città andrebbe rivoltata come un calzino. La priorità è però ricostruire un rapporto che possa portare a un funzionamento efficiente della linea ferroviaria con Milano. Vigevano deve diventare un polo attrattivo sia per le persone residenti nel Milanese, sia soprattutto per le aziende produttive e del settore terziario che non trovano posto su quel territorio e che qui potrebbero trovare invece nuova collocazione, portando posti di lavoro. E questa è soprattutto una questione di battaglia politica, più che di finanziamenti da mettere a disposizione: serve un sindaco che ogni mattina “picchi i pugni sul tavolo” e interloquisca con la Regione, con Trenord, con le aziende stesse e con tutti i soggetti competenti a raggiungere questo obbiettivo». Di fondamentale importanza sarà poi anche il sostegno a chi ha subito danni dal lockdown concluso da poche settimane, una circostanza che ha duramente colpito lavoratori e famiglie. «Non possiamo non considerare la questione coronavirus e la crisi che ha portato sia a livello economico sia a livello sociale – specifica infatti Guarchi – in questi mesi successivi all’epidemia bisogna lavorare per aiutare tutti quelli che hanno bisogno, sia le persone rimaste senza lavoro sia le attività che devono ripartire, reperendo le risorse da chiunque le metta a disposizione».

Af

2. Giuseppe Squillaci – Interventi per il lavoro

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al centro Giuseppe Squillaci (Per Squillaci sindaco, Vigevano)

Collegamenti e sostegno a chi lavora, due punti che vanno a braccetto. Giuseppe Squillaci, candidato della civica “Per Squillaci sindaco”, ritiene che queste priorità debbano «marciare insieme», per garantire una ripresa economica alla città ducale: «La nostra idea di rilancio è focalizzata su due punti. Il primo è legata ai collegamenti: il ponte sul Ticino va finito, in caso contrario sarebbe uno spreco di risorse enorme. Le ultime news danno il cantiere in ripartenza per settembre: speriamo, ma se non fosse è un punto sul quale bisogna insistere ed essere “cattivi”. Una volta fatto il ponte, serve una strada per raggiungere Milano in maniera veloce: allo stato attuale ci sono una trentina di semafori tra qui e Bisceglie. Politicamente, su questo non si può più perdere tempo. Non è il momento di chiedere, ma di pretendere da chi di dovere: questi interventi sarebbero aria per le aziende e per le persone». La seconda priorità per Squillaci riguarda il lavoro, messo duramente in crisi dall’epidemia da coronavirus: «Vigevano è una terra di grandi lavoratori e bisogna aiutarli. Bisogna sostenere tutta la gente che lavora: le partite Iva, le ditte e di conseguenza operai e impiegati. E’ necessario dare a loro più sgravi; si può dare una mano alle piccole-medie imprese con un taglio di imposte per coloro che mantengano gli attuali livelli di occupazione». Provvedimenti che, sempre secondo il candidato della civica di area moderata, si possono finanziare tagliando il superfluo dal bilancio comunale: «Bisogna ridurre gli sprechi, basti pensare a quanto sono costati ad esempio i lavori al cavalcavia La Marmora».

Af

1. Furio Suvilla – Una nuova classe dirigente

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al centro Furio Suvilla (Insieme per Vigevano)

«Più che di rilancio Vigevano necessita di una vera e propria rinascita, visto che da diverso tempo ormai la nostra città si sta piano piano impoverendo sempre di più, diventando un vero e proprio dormitorio di pendolari che lavorano a Milano perché non trovano più impiego nella propria città. Come ho sempre detto bisogna ribaltare la filosofia dell’attuale amministrazione che si fonda sul portare i vigevanesi a lavorare a Milano perché il lavoro in città manca e svendere il nostro territorio alla media e grande distribuzione che sta uccidendo completamente il commercio locale. Ciò che serve invece è l’esatto opposto e cioè saper portare gli investimenti del capoluogo lombardo sul nostro territorio e creare posti di lavoro e benessere a casa nostra. Vigevano è una città bellissima; peccato che il resto d’Italia e del mondo non lo sappia e spesso non la conosca nemmeno! Per fare questo, non basta una singola proposta, ma è necessario un piano organico e strutturato che deve partire prima di tutto dal ricambio della classe politica attuale al governo della nostra città con una nuova che abbia competenze e idee per risollevare la città da una forte depressione economico-sociale e culturale in cui versa ormai da anni. Per questo motivo Vigevano Futura, Gruppo Civico, Cambiamo con Toti, Movimento dei Disabili, PSI e Partito Liberale e tutti i movimenti della nostra coalizione chiamata “Insieme per Vigevano” hanno messo insieme persone e idee sui temi centrali della città per dare una visione chiara e realizzabile di una Vigevano Futura perché sia un posto migliore dove vivere per noi e per i nostri figli».

Dz