Il pronto soccorso di Mede non riaprirà. È quanto è emerso mercoledì 26 gennaio nell’incontro tenutosi al teatro Besostri con sindaci e amministratori del territorio e i vertici di Asst e Ats, Marco Paternoster e Lorella Cecconami.
«Nella Casa di comunità – racconta il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna – troveranno spazio ambulatori, assistenti sociali, medici di medicina generale, infermieri di comunità, Cup, incontri con i sindaci del territorio. Si darà corso a quanto previsto dalla riforma sanitaria lombarda,
recuperando una serie di funzioni sanitarie e socio sanitarie peraltro perdute nel tempo e che in qualche modo saranno ripristinate.
Per l’Ospedale di comunità sarà una realtà differente da quanto in passato era il nostro ospedale, con attività di bassa intensità e prevalentemente ad azione infermieristica. Ciò in quanto la popolazione di riferimento è anziana e le patologie ricorrenti, anche da rilevanza statistica, portano a considerare l’ospedale come baluardo del territorio per non acuzie. Non è prevista la riapertura di punto di primo soccorso non avendo la frequenza e la tipologia degli accessi raggiunto le soglie minime previste dalle norme».
Un punto dolente per il primo cittadino: «Non possiamo certo condividere nella sua enunciazione teorica quanto ci è stato comunicato, anche se rispettoso della riforma». Così invece la capogruppo di minoranza Antonella Bertarello: «La Casa di comunità fungerà anche da sportello di scelta-revoca del medico, invece per l’Ospedale di comunità sarà occupato il piano che ora è di medicina. Al piano della chirurgia si sposta la medicina dove aumentano i posti letto che attualmente sono sottodimensionati. Si è chiesto del punto di primo soccorso, ma le risposte dei due dirigenti sono state insindacabili: no, non riapre. Ma noi non smetteremo di lottare affinché questo accada».
Davide Zardo

