Rifiuti / Nel Pnrr 2 miliardi (anche) per tariffa puntuale e riduzione Tari

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Il Piano nazionale di ripresa e resilienza destina più di due miliardi di euro alla raccolta dei rifiuti

e sono questi i primi bandi a essere stati aperti, con scadenza a febbraio 2022 e con la possibilità di partecipare rivolta anche a Comuni e aziende municipalizzate, un’occasione per realizzare investimenti sul territorio.

Nella missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” la componente 1 è dedicata a “Economia circolare e agricoltura sostenibile”, con 2.1 miliardi per «migliorare la capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti e il paradigma dell’economia circolare». Si tratta di fondi per potenziare il servizio di raccolta, stoccaggio e conferimento della spazzatura in modo da ottenere due risultati significativi, il primo ridurre l’impatto ambientale e l’impronta ecologica italiana – quanto pesa l’Italia sulle risorse disponibili nel pianeta – e il secondo promuovere la crescita economica e la riduzione dei costi a carico dei cittadini. Con un sistema efficiente e con strutture adeguate è possibile migliorare la percentuale di differenziata e la qualità del rifiuto raccolto, che può essere venduto a un costo maggiore e attivare la filiera produttiva legata all’economia circolare ovvero alla realizzazione di beni a partire dalle materie prime recuperate. Un’occasione che Vigevano potrebbe sfruttare.

02 PP Differenziata Tari Vigevano

RINNOVARE La missione 2 del Pnrr è la più corposa sia per numero di interventi previsti sia per risorse disponibili, in tutto 59.33 miliardi divisi in quattro componenti; oltre alla prima, che ne conta 5.27, 23.78 sono destinati a “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”, 15.22 a “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”, 15.06 a “Tutela del territorio e della risorsa idrica”. Per i rifiuti sono previsti due investimenti, di cui uno per la “Realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e ammodernamento di impianti esistenti” e per “Progetti ‘faro’ di economia circolare” e tre riforme: “Strategia nazionale per l’economia circolare”, “Programma nazionale per la gestione dei rifiuti”, “Supporto tecnico alle autorità locali”. Attraverso queste iniziative l’obiettivo è portare l’Italia in linea con i valori di differenziata previsti a livello comunitario, quota 65% e non oltre il 10% in discarica entro il 2035.

I BANDI Per quanto riguarda le risorse messe a disposizione, il primo piano d’investimento è volto a «un miglioramento della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, alla realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclaggio di rifiuti organici, multimateriale, vetro, imballaggi in carta e alla costruzione di impianti innovativi per particolari flussi». La maggior parte dei fondi, il 60% del totale, è destinato alle regioni del centro e del sud Italia, stessa proporzione che riguarda anche il secondo piano, con cui si intende spingere sul riciclo in «settori a forte valore aggiunto» ovvero il recupero di Raee (rifiuti elettrici come elettrodomestici, da portare al 55%), carta e cartone (all’85%), plastica (al 65%), tessile (al 100%). Per gli ultimi due si prevede di costruire veri e propri “Hub” specializzati. Sono sette i bandi pubblicati sul sito ItaliaDomani per potenziare la raccolta e gestione dei rifiuti. Ricadono negli investimenti 1.1 e 1.2 della missione 2 e coprono ognuno una linea d’intervento differente.

Quello che potrebbe essere più appetibile per Vigevano è dedicato al «miglioramento e meccanizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani», che prevede uno stanziamento di 600 milioni di euro, di cui 240 milioni per le regioni dell’Italia settentrionale, volti all’introduzione della tariffa puntuale dei rifiuti.

08 Tari Vigevano Tariffa puntuale

La città ducale, che potrebbe presentare fino a 5 proposte diverse, accedendo al bando potrebbe acquistare «strutture “intelligenti”» quali cassonetti o isole ecologiche interrate che permettano «l’identificazione del conferitore» e «sistemi di verifica del volume impiegato nel contenitore con sistemi di allarme in caso di superamento di una soglia prefissata, da impiegare su contenitori e cestini stradali», ma anche «hardware e software» per l’introduzione di una Tari personalizzata sulla base dei consumi, nonché per la geolocalizzazione dei mezzi di raccolta e l’automazione della distribuzione del materiale all’utenza. Le domande, come per le altre gare, devono essere inviate entro febbraio 2022 e i progetti realizzati entro il 2026.

CAMBIO DI PROSPETTIVA Quanto alle riforme previste accanto ai bandi, con la definizione di una strategia nazionale per l’economia circolare, da adottare entro giugno 2022, si vuole integrare «nelle aree di intervento l’ecodesign, eco prodotti, blue economy, bioeconomia, materie prime critiche» focalizzandosi su «strumenti, indicatori e sistemi di monitoraggio per valutare i progressi». Viceversa, col programma nazionale di gestione rifiuti si intende ovviare alle carenze di governance a livello locale e regionale, ravvisando «l’insufficiente capacità di pianificazione» di questi enti. Infine con il supporto tecnico alle autorità del territorio si mira a contrastare «uno dei principali ostacoli alla costruzione di nuovi impianti», cioè «la durata delle procedure di autorizzazione e delle gare d’appalto» che è dovuta «alla mancanza di competenze tecniche e amministrative del personale di regioni, province e comuni» a cui si prevede di dedicare un servizio di consulenza.

Giuseppe Del Signore

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