“Superstrada” Vigevano-Magenta, c’è l’ok del Ministero

-

Eppur si muove. Non si tratterà di una rivoluzione copernicana, ma è il primo passo avanti nell’iter del collegamento Vigevano-Magenta:

la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale del ministero per la Transizione ecologica ha dato esito positivo alla verifica di ottemperanza della “superstrada”.

Si tratta del tassello che mancava e che era stato all’origine della bocciatura del Tar di Milano, il quale aveva annullato la delibera Cipe 7 del 2018, con cui si dava il via libera all’opera, proprio perché dopo aver modificato il progetto Anas non lo aveva sottoposto di nuovo alla Commissione, il cui compito è verificare che il medesimo rispetti le prescrizioni fissate al momento di autorizzarla. Dopo la nomina a luglio di un commissario straordinario, l’ingegnere Eutimio Mucilli, e l’inclusione tra le opere strategiche da realizzare col “modello Genova” da parte del Governo, ora anche questa lacuna è stata colmata e si può passare al passaggio successivo, la “Verifica di attuazione” che, come scrive il Mite, «conclude il processo di valutazione delle opere strategiche di preminente interesse nazionale» e «si compone di una fase 1 finalizzata alla verifica della congruità del progetto esecutivo al progetto definitivo e al rispetto delle prescrizioni dettate inerenti agli aspetti progettuali e di una fase 2 finalizzata al monitoraggio degli effetti ambientali dell’opera e al rispetto delle prescrizioni da attuare nelle fasi di costruzione ed esercizio».

TEMPI Una fase che, salvo imprevisti, dura sessanta giorni a partire dalla presentazione del progetto da parte del soggetto proponente, in questo caso Anas, che a oggi non è ancora avvenuta. In caso di richiesta di integrazioni, sono necessari ulteriori trenta giorni, per un esame che sulla carta dovrebbe durare da due a tre mesi. E che prelude all’ultimo step prima della pubblicazione del bando di gara ovvero l’approvazione, per la quale non ci sono tempi stabiliti a priori e non c’è silenzio assenso. Da parte di Anas il commento è laconico:

Adesso che il Ministero ha dato parere favorevole e ha concluso la procedura, bisognerà far riprendere l’iter attraverso una conferenza dei Servizi, che dovrà essere convocata

IL CONTROLLO Ma cosa ha stabilito la verifica di ottemperanza appena conclusa? L’adesione del progetto definitivo, depositato nel 2020, alle prescrizioni di carattere «progettuale» e «ambientale», relative alla «cantierizzazione» e allo «esercizio», nonché alle «raccomandazioni». Su un totale di 165 la Commissione ne ha considerate 55 ottemperate, 46 parzialmente ottemperate, 21 non ottemperate, 22 relative a un’altra parte del progetto – la tratta A – 17 da ottemperare in fasi successive, 2 non ottemperabili, 1 superata, 10 da ottemperare da parte di altri enti. Nel documento che è parte integrante del parere sottolinea che sono state introdotte «modifiche plano-altimetriche allo scopo di ridurre l’impegno finanziario richiesto dall’intervento, contenere l’impatto paesaggistico-ambientale… accogliere le numerose richieste di modifiche e ottimizzazioni» e che «le modifiche introdotte dal progetto definitivo o non assumono rilievo sotto l’aspetto localizzativo o introducono elementi migliorativi ovvero comportano nuove soluzioni accettabili dal punto di vista ambientale».

Vigevano cartello ponte Ticino
ponte sul Ticino

SEMAFORO VERDE Alla luce di quanto analizzato, secondo la Commissione «sussiste una sostanziale coerenza del Progetto definitivo… con il progetto definitivo come approvato con la delibera Cipe 8/2008», «è valutata l’ottemperanza del Progetto definitivo… alle prescrizioni e raccomandazioni» che «restano ferme». Via libera insomma, ma con una prescrizione aggiuntiva: «In sede di progettazione esecutiva, le opere di mitigazione ambientale dovranno essere approfondite e contestualizzate al momento della realizzazione dell’opera secondo le Linee Guida aggiornate a livello nazionale e regionale. Tali opere dovranno essere concordate con la Regione e, dove pertinente, con gli Enti parco competenti per territorio». Nel caso specifico Parco Agricolo Sud Milano e Parco del Ticino.

LA STORIA RECENTE Il 31 gennaio del 2020 il Tar di Milano annullava la delibera del Cipe e bloccava la “superstrada”. Da allora sono trascorsi quasi 24 mesi col progetto finito in un limbo: Anas il 2 marzo del 2020 chiedeva di avviare la verifica di ottemperanza – il motivo per cui i giudici amministrativi avevano accolto il ricorso del Parco del Ticino – il ministero delle Infrastrutture, guidato all’epoca da Paola De Micheli (Pd), accoglieva le istanze di Città metropolitana, dei due Parchi, del Pd milanese e del M5s lombardo e fermava tutto ritenendo che si dovesse procedere a una revisione radicale dell’opera. Quattordici mesi di nulla, il passaggio dal Conte-bis al governo Draghi e a giugno l’iter si rimette in moto, con l’inclusione dell’infrastruttura tra quelle considerate strategiche e per cui prevedere un commissario che ne acceleri la realizzazione, nominato a fine luglio in concomitanza col parere favorevole del ministero della Cultura, ora il via libera del Mite che riconosce quanto aveva sostenuto l’Anas di fronte al Tar: non aveva ritenuto necessaria una nuova ottemperanza alla Valutazione d’impatto ambientale poiché era già stata fatta in precedenza – con esito positivo – per una versione del progetto più impattante rispetto a quella attuale. Nel frattempo sono passati due anni.

ceffa sindaco
Andrea Ceffa

SUL TERRITORIO A Vigevano si guarda agli sviluppi con ottimismo, ma senza sventolare bandiere. «Non voglio cantare vittoria troppo presto – è il suo commento sul passo avanti fatto dalla Vigevano-Magenta con la conclusione della verifica di ottemperanza – ma questo è un passaggio tecnico importante che era necessario compiere a prescindere dalla nomina di un commissario». Nonostante questo il primo cittadino ricorda bene che anche in altre occasioni traguardi che si pensava potessero essere decisivi sono stati vanificati da interventi politici o, come nel caso della delibera Cipe che avrebbe dovuto portare all’appalto, da ricorsi al Tar. «Dal punto di vista politico – riflette Ceffa – io penso che non dovrebbero esserci ulteriori colpi di scena, perché l’inserimento dell’opera tra quelle strategiche, con la nomina di un commissario ad hoc, è il frutto sia dell’intervento del Governo sia di una mediazione che è stata fatta in Parlamento in sede di Commissioni».

C’è stata un’intesa tra i vari partiti e mi auguro che tutti vi tengano fede

Giuseppe Del Signore

Pubblicità

Per info sulla pubblicità:
Email - araldo@diocesivigevano.it
Telefono 3286736764

spot_img

POPOLARI