“Le mimose non coprono i lividi”. E’ il motto scelto per l’8 marzo da Nicla Spezzati, presidente della cooperativa sociale onlus Kore che gestisce il centro antiviolenza di Vigevano e Lomellina parte della rete provinciale e riconosciuto dalla Regione. Un giorno come gli altri d’impegno a fianco delle donne maltrattate.
Sono già 32 quelle prese in carico nei primi due mesi del 2022, cui si aggiungono le 167 del 2021 (il 75% con minori),
accanto alle adulte, perlopiù tra i 30 e i 55 anni e italiane, sono in crescita le adolescenti dai 16 ai 20, che sono circa il 15% del totale. Nel 2019 i percorsi avviati erano stati 90 e l’esplosione dei casi mette in difficoltà le operatrici. «Bisogna considerare – spiega Spezzati – che la presa in carico non si risolve in uno o due mesi, ma può durare anni, finché la persona non è indipendente dal punto di vista economico e abitativo, ragione per cui alle 167 del 2021 occorre aggiungere quelle del 2020 e del 2019 che non hanno finito il percorso».
ESORDIO PRECOCE Per quanto riguarda le ragazze, commenta Monica Cambi, una delle volontarie, «sono picchiate o violentate dal “fidanzatino”, anche psicologicamente, e stalkerizzate. C’è stato sul territorio anche qualche caso di revenge porn, accanto a messaggi minatori e alla spinta dei ragazzi a chiedere foto che poi sono condivise in rete o sui telefoni». Accanto a loro negli ultimi mesi ci sono stati appelli di ragazzi, «tacciati di essere omosessuali a prescindere dal reale orientamento, e picchiati o vessati». Per loro al momento non esiste nessuno sportello, anche se Kore li indirizza alle realtà attive nel resto della Lombardia e allerta le forze dell’ordine.

CALMA APPARENTE A spingere le richieste sono in gran parte gli effetti socio-economici e psicologici della pandemia. «Nel 2020 – continua la presidente di Kore – c’è stato un momento di silenzio totale, non arrivavano più telefonate»
poi all’improvviso hanno iniziato a chiamarci i figli durante la notte, si chiudevano in bagno e chiedevano aiuto sotto voce mentre il padre o il compagno picchiava la madre
Il telefono del centro è operativo h24 ed è collegato al 1522, numero d’emergenza gratuito a cui si possono rivolgere le donne che non hanno credito sul telefono; per capire quanto il fenomeno sia presente in Lomellina, basta pensare che Kore riceve anche 4cento chiamate all’anno, quasi tutti i giorni e in particolare in corrispondenza del fine settimana o delle feste, quando vittima e maltrattante si trovano sotto lo stesso tetto.

UN BIVIO Nel momento in cui la donna, il pronto soccorso, le forze dell’ordine, gli assistenti sociali o i consultori segnalano il caso, le operatrici del centro fanno la valutazione del rischio e decidono come procedere. «Di fronte a una situazione di pericolo – argomenta Spezzati – non possiamo far tornare a casa la persona, ma diventa davvero faticoso far comprendere alla donna, in breve tempo, cosa significa allontanarsi da casa e andare in una comunità o un rifugio»
i primi tempi non hanno il telefono per non rimettersi in contatto col maltrattante, non posso uscire, devono tagliare i ponti del tutto col passato, i bambini quando ci sono devono essere trasferiti in una nuova scuola
«Capita spesso che – conclude – quando il maltrattante è il padre, le denunci per sottrazione di minore. Non è una decisione che si possa prendere di corsa, per questo ci sarebbe bisogno di una casa d’emergenza, ma in tutta la Provincia non c’è».

A CARICO Col risultato che i costi, quando non è possibile procedere con un “ricovero sociale” in ospedale, li coprono i centri stessi, che nel caso di Kore devono sostenere spese per circa 100mila euro l’anno a fronte di contributi regionali che ne coprono meno di un quarto e di contributi dei comuni ancora inferiori. «Il Piano di zona e i comuni della rete antiviolenza di Pavia in tutto l’anno erogano circa 4mila euro. Quello che manca ce lo procuriamo attraverso bandi, progetti, iniziative, fondi, chiedendo aiuto: non abbiamo un sostegno continuativo e organico che ci permetta di vivere bene questa che è una vera e propria professione. Ad esempio la Regione mi copre 10 incontri, ma per donne picchiate per 20 anni possono bastare?».
Giuseppe Del Signore


