Una possibile stagione estiva con scarse precipitazioni e temperature sopra la media allarma il mondo agricolo. Se si considera la situazione meteorologica di aprile e marzo e analizzando il quadro idrologico di Arpa Lombardia emesso il 15 aprile e relativo a marzo 2025, per la Lombardia e il Nord Italia potrebbe ripetersi una “bella stagione” siccitosa al termine di un maggio sin qui piovoso.
ANOMALIE In merito alle precipitazioni, infatti, si sono viste anomalie positive «fino a oltre 90 mm sulla fascia centrale della regione – si legge nel quadro idrologico – e sul mantovano, e da precipitazioni in linea con la media o poco inferiori, fino a -30/-10 mm sulla pianura centro-occidentale e in Valtellina. Riguardo alle temperature si sono registrate anomalie positive su buona parte della Lombardia, con incrementi fino a due gradi sulla pianura». Una condizione che potrebbe cambiare a medio-lungo termine, dato che fino a maggio si avrà
un andamento mensile di maggiore piovosità, compensato da una scarsità di piogge del mese di giugno che potrebbe anche consolidarsi o irrobustirsi nel mese di luglio. Meno evidente il segnale di scarsità per il mese di agosto. Dal punto di vista termico, soprattutto da giugno in poi, ci potranno essere temperatura superiori alla norma.
ESTATE SENZA PIOGGE Il rischio di un’estate con poche piogge e temperature alte è proprio lo scenario che preoccupa Confagricoltura Pavia: «La complessità della situazione meteoclimatica – sottolinea il direttore Alberto Lasagna – richiede un pensiero nuovo e non basta proporre interventi che, pur se puntualmente efficienti, rischiano di avere importanti impatti negativi in territori lontani da dove vengono realizzati, magari in altre regioni. Dobbiamo ragionare su nuovi invasi e su strategie di lungo periodo, ma è altrettanto urgente riuscire a governare il sistema idrico di cui disponiamo, partendo dal Po e dalla sua portate sempre più fragile».

Un crollo della produzione agricola e il rischio di una situazione simile alla siccità del 2022 e 2023 sono invece i timori di Cia Pavia, che ancora una volta chiede «più impegno da parte della politica – dichiara la direttrice Paola Fugagnoli – svolgendo la nostra attività usiamo le risorse idriche per poi restituirle agli usi civili, per poi ridarle alla falda. L’acqua è un bene prezioso e l’agricoltura è in questo senso fondamentale per mantenere i livelli idrici nei giusti valori. Politici, tecnici e associazioni agricole devono collaborare per individuare nuove soluzioni nella gestione della risorsa idrica, senza perdere tempo prezioso».
GESTIONE IDRICA Secondo Fugagnoli per preparasi alla stagione estiva occorre «una gestione cautelativa della risorsa idrica, mantenendo una adeguata quantità di acqua nei grandi laghi e negli invasi idroelettrici, evitando svuotamenti eccessivi prima del picco di richiesta della stagione irrigua. Per il lago Maggiore, la principale fonte idrica per il territorio pavese e lomellino, sta proseguendo la sperimentazione per poter stoccare nella stagione irrigua fino a 50 milioni di metri cubi d’acqua in più e, in condizioni di crisi idrica, fino a 75 milioni di metri cubi d’acqua».
Edoardo Varese



