Carcere verso il 41 bis, l’incognita reparto protetto

La casa di reclusione di Vigevano si prepara a passare al 41-bis e con l’incognita di un percorso protetto da realizzare in Ospedale per i “super-detenuti”. Il tutto aspettando un garante dei detenuti che manca da due anni e con l’incognita di un reparto protetto.

STANZA PROTETTA Mentre la struttura situata a Piccolini prosegue il cammino verso il carcere duro, tra detenuti quasi tutti trasferiti in altri istituti come tra cui Gallarate, Opera, Busto Arsizio, tra i corridoi dell’ospedale civile, ma anche tra gli addetti ai lavori, si parla della realizzazione di un reparto di medicina protetta: «Ora – spiega Michele De Nunzio, segretario regionale dell’Uil Pa Penitenziari – si sta parlando della creazione di un repartino destinato ad ospitare detenuti, anche eventualmente sottoposti al regime di 41-bis. È un discorso che va avanti da tempo e che, a quanto sembra, sta subendo un’accelerazione nell’ambito della riorganizzazione del carcere. Questa stanza attualmente non c’è. Quando accompagniamo un detenuto in ospedale, siamo costretti a rimanere in corsia, con tutti i rischi che questa situazione comporta per la sicurezza sia personale sia dei detenuti. Visto e considerato ciò che dovremo affrontare, auspico che sia prevista una soluzione adeguata sotto il profilo della sicurezza».

GARANTE ASSENTE Allo stesso modo non ci sono conferme sul fatto che il carere di Vigevano avrà un nuovo garante, nonostante siano già trascorsi 24 mesi da quando si è dimessa Laura Cesaris, docente della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Pavia: «Non sappiamo ancora nulla – afferma Davide Pisapia, direttore pro tempore del carcere di Vigevano – so che fino a due anni fa in carica c’era la dottoressa Cesaris, ma non ci sono novità su chi prenderà il suo posto». Dagli uffici provinciali non rispondono, con Simone Marchesi, segretario provinciale del Pd che evidenzia:

Dalla Provincia non abbiamo ancora saputo nulla – spiega – abbiamo presentato il tema del garante durante l’ultimo consiglio provinciale, a fine dicembre. Stiamo monitorando la situazione senza troppo clamore, in quanto il ruolo del garante dei detenuti è delicato e va oltre all’appartenenza politica. Da parte nostra porteremo avanti l’impegno a sollecitare gli organi competenti per la sua nomina.

Michele De Nunzio

LAVORI IN CORSO Nel mentre in carcere i lavori vanno avanti: «La presenza dei muratori – continua De Nunzio – è ormai costante e massiccia: tra lavori sul tetto, sul padiglione nuovo e su altre parti della struttura, al mattino entrano più operai che agenti. Questa situazione incide inevitabilmente sull’organizzazione del servizio e sulla gestione degli spazi. Per quanto riguarda il padiglione nuovo, i tempi di completamento non saranno brevi: si parla di almeno altri quattro anni prima che gli interventi possano essere ultimati. Il rifacimento del tetto invece dovrebbe richiedere almeno un mese per essere concluso». Nel frattempo però il problema degli alloggi per il personale resta concreto e urgente, gli agenti della polizia penitenziaria stanno cercando nuove sistemazioni in cui trascorrere la notte, dato che le loro stanze attualmente sono occupate dai muratori impegnati nei lavori di adeguamento per consentire alla struttura di accogliere reclusi soggetti al “carcere duro”. «Molte stanze sono diventate inagibili e si rende necessario trovare posti letto alternativi per poter alloggiare il personale, almeno fino al termine degli interventi». Lavori iniziati la scorsa estate, quando la Tecnoedi Costruzioni s.r.l. di Cirié (Torino) si era aggiudicata l’appalto di 986.259 euro. A sette mesi di distanza ancora non si sa quando gli interventi saranno finiti, così come non si sa quando arriverà il 41-bis.

Edoardo Varese

Le ultime

Alagna, fiamme all’impianto di biogas: pompieri in azione

I vigili del fuoco stanno intervenendo per spegnere un...

San Bernardo, Vigevano si prepara al rogo del diavolo

Vigevano si prepara a rinnovare una tradizione secolare: quella...

Po in secca: come cambia la vita sul “Grande fiume”

Il fiume Po arretra e lascia spazio a distese...

Vigevano, malore nel parcheggio: morto un 62enne

Stroncato da un malore forse causato dal caldo torrido...

Login