Coronavirus e inizio della scuola, ecco come comportarsi

In Lombardia i nuovi casi di coronavirus nella settimana dal 31 agosto al 6 settembre sono stati 3973, il 74.3% in più di quelli registrati nella precedente. I numeri spiegano come mai la Covid-19 sia tornata a riprendere spazio nella cronaca, con una ripresa dei contagi che riguarda tutta l’Italia (21316 nuovi casi, +43.4%) e che attesta la diffusione della variante “Eris”, che discende da “Omicron” ed è diventata dominante, rappresentando il 41.9% delle infezioni da Sars-Cov-2, accanto alla quale potrebbe presto mettere piede “Pirola”, che sembra particolarmente in grado di causare infezione ed eludere l’immunoprotezione, anche se i diversi studi condotti sulle due mutazioni del patogeno sono discordanti tra loro.

IL BILANCIO Nel territorio regionale la malattia ha causato la morte di 16 persone, una in più della rilevazione precedente, i ricoverati con sintomi sono 146 (17 in meno), in terapia intensiva si trovano 2 persone, in isolamento domiciliare 3956 (+212) per un totale di 4104 positivi rilevati. A livello nazionale le degenze ospedaliere sono in crescita (+3%), i decessi sono passati da 65 a 94.

A RISCHIO La circolazione virale insomma prosegue e di fatto non si è mai arrestata, del resto l’Oms ha dichiarato conclusa la fase pandemica e questo ha comportato il passaggio a una fase endemica, in cui il virus non scompare ma è presente senza tuttavia raggiungere i numeri del 2020 e del 2021 né per i contagi né per i decessi, grazie soprattutto ai vaccini e a una migliore conoscenza dell’infezione e della malattia. Resta importante la tutela dei soggetti fragili (anziani, immuno-depressi, malati cronici, pazienti oncologici), tanto che l’8 settembre il ministero della Salute ha diffuso una circolare in cui si raccomanda – non sussiste l’obbligo, a segnalare che la situazione è da monitorare, ma non emergenziale – l’esecuzione del tampone per chi accede ai pronto soccorso con sintomi compatibili con Covid-19 o che dichiarino di aver contatti stretti con un caso confermato, nonché per i pazienti anche asintomatici che devono essere ricoverati o trasferiti in strutture assistenziali ad alto rischio e per gli ospiti che devono accedere alle rsa (nuovi ingressi, trasferimenti).

CAMPANELLA Nessuna indicazione invece per la scuola, che è ripresa nel segno di una sostanziale “normalità”. I dirigenti scolastici, di fronte a un eventuale ascesa dei contagi in aula, potranno valutare se introdurre misure ad hoc, quali il ripristino della mascherina, nondimeno al momento questa sembra essere un’opzione residuale, anche perché gli stessi studenti e personale scolastico la indosserebbero solo in classe e non nel resto delle attività quotidiane. Resta valido l’invito alla cautela e al principio di precauzione, soprattutto se si entra a contatto con i nonni, che è lo stesso che vale per tutti e che è stato rilanciato nella circolare ministeriale dell’11 agosto: se si è positivi non si è più sottoposti all’isolamento, ma è buona norma indossare una Ffp2, stare a casa fino alla scomparsa dei sintomi, lavare le mani, evitare ambienti affollati, evitare il contatto con soggetti fragili e donne in gravidanza, non accedere a ospedali o case di riposo, informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni precedenti, contattare il medico curante qualora si sia a rischio di sviluppare forme severe della malattia, i sintomi non si risolvano in tre giorni o le condizioni cliniche peggiorino.

Giuseppe Del Signore

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