La campagna elettorale entra nel vivo con due appuntamenti pubblici pensati per riportare il confronto politico al centro della vita cittadina. L’Associazione Giornalisti di Vigevano e Lomellina “Giancarlo Rolandi” organizza infatti due dibattiti tra i candidati alla carica di sindaco di Mortara e Vigevano, offrendo ai cittadini un’occasione concreta per ascoltare programmi, toni e visioni.
SI PARTE A MORTARA Il primo incontro si è tenuto questo lunedì 11 maggio alle 21 al Teatro Angelicum di Mortara, dove si sono confrontati Fabio Farina, Massimiliano Farrell, Giusi Figliano, Laura Gardella e Vittorio Testa. Il secondo appuntamento si terrà invece venerdì 15 maggio alle 21 alla Cavallerizza del Castello di Vigevano, con Rossella Buratti, Riccardo Ghia, Massimo Lovati, Paolo Previde Massara, Gabriele Righi e Furio Suvilla. Non si tratta di semplici passerelle elettorali, ma di un format rodato che punta su equilibrio e chiarezza. Prima dell’inizio, verrà sorteggiato l’abbinamento tra giornalisti e candidati, garantendo così imparzialità nelle domande. Ogni aspirante sindaco sarà introdotto da un “testimonial” scelto dal proprio schieramento, con un intervento breve e mirato. Seguirà una prima esposizione dei programmi — tre minuti a testa — e poi il cuore del confronto: le domande dei giornalisti locali, due per ciascun partecipante, con tempi di risposta contingentati. A moderare, un giornalista dell’associazione, chiamato a mantenere correttezza del dibattito.
TRADIZIONE OK L’iniziativa si inserisce in una tradizione ormai consolidata: da oltre vent’anni l’associazione promuove confronti pubblici in occasione delle elezioni amministrative in tutta la Lomellina, da Vigevano a Mortara, passando per Gambolò e Cassolnovo. Un’esperienza che negli anni ha raccolto apprezzamenti trasversali per il clima civile e l’attenzione alla qualità del confronto. Per il pubblico, la partecipazione è libera ma è meglio prenotare su Eventbrite. Per il dibattito di Vigevano è possibile registrarsi qui: https://bit.ly/vigevano2026. Chi non si prenoterà potrà comunque accedere fino a esaurimento dei posti, ma la richiesta si preannuncia alta. In un tempo in cui il dibattito politico spesso si consuma a distanza, tra social e slogan, queste due serate rappresentano qualcosa di più raro: il ritorno alla parola diretta, al confronto vis-à-vis, alla possibilità – per i cittadini – di farsi un’idea senza filtri. Un esercizio semplice, ma sempre meno scontato.
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