Prima del tradizionale discorso del presidente di Confartigianato, Luigi Grechi, e della conseguente premiazione degli artigiani, c’è stato un interessante momento di confronto su un importante tema, particolarmente vitale per la categoria. Si è parlato infatti di “Tassi di interesse, inflazione e credito: quali prospettive per le imprese”, un incontro tra esperti a cui hanno preso parte Davide Galli, vicepresidente di Confartigianato Lombardia e presidente di ConfidiSystema! e Confartigianato Varese, Andrea Bianchi, direttore generale di ConfidiSystema!, Andrea Uselli, professore associato di economia degli intermediari e finanza aziendale dell’Università dell’Insubria, Giovanni Merlino, commissario straordinario della Camera di Commercio di Pavia e Marco Campomenosi, parlamentare europeo e capo delegazione della Lega al Parlamento Europeo.
GLI AUMENTI E LE IMPRESE Secondo Uselli
«i bilanci 2023 racconteranno una storia che ancora non vediamo. L’anno scorso si è chiuso con i costi in aumento del 20% nei servizi e del 23% nelle materie prime. Aumenti che hanno colpito le piccole e medie imprese, costrette ad operare in un sistema bancacentrico. Oggi la crescita dei consumi e degli investimenti è ferma, ma è difficile pensare che i tassi si abbassino prima del 2025».
E, inoltre, non è .certo che questo accada La colpa di questa impasse, secondo Davide Galli, è la visione generale dell’Unione Europea che riesce in questo modo demotivare chi vuole investire. «La prima cosa che viene meno in situazioni come questa – ha precisato – è la fiducia nel futuro. Io credo nell’Europa ma l’Europa non ha certamente una visione che ci favorisce». E sono davvero in tanti a puntare il dito su Bruxelles e la sua discutibile politica di rialzo dei tassi di interessi per contenere l’inflazione.
DANNI PER TASSO ZERO «Dieci anni a tasso zero – ha aggiunto il commissario della Camera di Commercio Giovanni Merlino – non hanno fatto bene. Oggi paghiamo anche queste scelte, oltre ad essere fortemente penalizzati dalle guerre e dai costi energetici». Il direttore di quella che è stata definita la finanziaria degli artigiani, Andrea Bianchi, ha infine chiarito «di essere vicini alle imprese, a differenza delle banche, perché abbiamo approfittato per riversare gli utili sul territorio». Nel corso del confronto si è poi parlato di green, altro argomento spinoso che genera polemiche. Secondo l’europarlamentare leghista Marco Campomenosi «aumentano i costi per chi produce con un certo impatto ambientale. Le banche ricevono indicazioni peri agevolare solo un’idea particolare di impresa e non l’impresa in generale. Viene favorito il discorso della transizione ecologica».
Per il professor Andrea Uselli
«il peggio è comunque alle spalle. L’inflazione è rigida nella sua componente di fondo: il prezzo della benzina, ad esempio, è completamente sganciato da quello del petrolio. Nel tempo è cambiato il modo in cui la banca valuta: ora chiedono quanto un’impresa sia green. Oggi si valuta anche per “moda”. E questo è molto pericoloso, perché quando finisce la moda, scoppia la bolla».
Insomma, il tradizionale talk che ogni anno caratterizza la festa di Confartigianato ha messo bene a fuoco le sfide economiche delle piccole e medie imprese, soprattutto sul tema cruciale del credito. Per tutti, comunque, è arrivato il momento di mettere le imprese al centro. E lo ha ribadito Grechi: «Una scelta determinante per il benessere del territorio».
Massimo Sala

