I bombardamenti nella striscia di Gaza continuano, incessanti, senza tregua per la popolazione civile. Donne, bambini, giornalisti. Non c’è scampo per nessuno. Secondo l’Istituto per gli studi di politica internazionale dall’inizio del conflitto sarebbe morta una donna ogni ora. Per non parlare di minori e giornalisti: secondo diverse fonti qualificate sarebbero morti tra 154 e 220 operatori, mentre secondo il ministero della salute palestinese (che è retto da Hamas) sono 15.613 i minorenni uccisi dal 7 ottobre 2023, data del pogrom organizzato da Hamas che ha provocato la morte di oltre 1200 persone. In tutto finora sarebbero tra le 54mila e le 64mila (basandosi su stime del Guardian e di Lancet) le vittime dell’offensiva militare israeliana decisa come rappresaglia per gli attacchi, sospesa con la tregua dello scorso 19 gennaio e ripresa unilateralmente in marzo.

EUROPA DIVISA Numeri che stanno provocando sempre maggiore sconcerto nelle opinioni pubbliche mondiali, con condanne dell’operato dell’Idf (l’esercito israeliano) da parte di un numero sempre maggiore di governi, tra cui anche molti europei. Certo i paesi dell’Ue sembrano tutto tranne che coesi quando si parla dei bombardamenti sulla striscia di Gaza. La Spagna col governo Sanchez ha annunciato la rescissione di un contratto multimilionario di acquisto di munizioni con una azienda legata a filo diretto con Israele. Un gesto simbolico che si unisce al riconoscimento dello stato di Palestina avvenuto il 22 maggio 2024 insieme all’Irlanda, con cui poi la monarchia iberica ha proposto di modificare la linea diplomatica finora tenuta dall’Ue, chiedendo in particolare la revisione dell’accordo di associazione tra Ue e Israele, che avrebbe effetti sui commerci bilaterali. L’iniziativa è stata sostenuta da 17 stati membri – tra cui a sorpresa i Paesi Bassi, da sempre pro-Israele – e ha avuto il voto contrario di Italia e Germania. Se la Germania – che con Merkel è arrivata a riconoscere Israele come «ragione di stato» e che ha sempre sostenuto senza se e senza ma ogni azione dello stato ebraico stanti le responsabilità tedesche nella Shoa – ha avviato un cambio di rotta storico, perché per la prima volta un cancelliere, Merz, ha affermato che «coinvolgere la popolazione civile nella misura in cui è avvenuto nei giorni scorsi non si può più giustificare con la lotta al terrorismo di Hamas» e che «ciò che l’esercito israeliano sta facendo nella striscia di Gaza non lo capisco francamente più, non capisco quale sia l’obiettivo», l’Italia sembra più restia a prendere le distanze da Tel Aviv.
Edoardo Casati

