In Lomellina cresce l’attenzione verso i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa). A evidenziarlo sono i dati raccolti dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza (Npia) dell’Ospedale Civile di Vigevano, diretto dal dottor Giovanni Migliarese, che nel biennio 2024-2025 ha registrato un incremento delle richieste di valutazione.
AUMENTO «Nel 2024 abbiamo ricevuto circa settanta domande per sospetto Dsa, mentre nel 2025 il numero è salito a un centinaio», spiega il medico. Secondo Migliarese l’aumento non va letto solo come un segnale di allarme, ma come il risultato di un cambiamento culturale e organizzativo. «La scuola ha migliorato la sua capacità di riconoscere precocemente i segnali di difficoltà e anche le famiglie sono più attente, meno spaventate dal tema – continua Migliarese – È diminuita la stigmatizzazione e questo consente di arrivare prima alla diagnosi». Il Servizio Npia di Vigevano, insieme alle équipe multidisciplinari convenzionate e ai centri privati accreditati, mette in atto gli interventi necessari per la valutazione e la presa in carico dei pazienti. Negli ultimi anni inoltre diversi progetti regionali hanno rafforzato la rete di attenzione e supporto e il percorso diagnostico è accurato e richiede più passaggi.
La valutazione prevede una visita specialistica neuropsichiatrica, con test specifici di lettura, scrittura e calcolo ed eventualmente una valutazione del livello intellettivo – spiega – La famiglia è coinvolta per la raccolta anamnestica. In tutto si tratta di 4-5 incontri.
COSA SONO Nella categoria dei Dsa rientra una serie di disturbi di origine neurobiologica che riguardano in modo selettivo le abilità di lettura, scrittura e calcolo. Si tratta di dislessia, che tocca la sfera della lettura ed è un disturbo della decodifica del testo, disortografia e disgrafia, che sono distinte e riguardano la scrittura nell’ambito della compitazione (nel primo caso, con disturbo della codifica fono-grafica e ortografica) e della grafia (nel secondo), e discalculia, riferita alle abilità relative ai numeri e al calcolo. Possono manifestarsi con difficoltà di lettura e comprensione, inversioni di lettere, lentezza nello scrivere, errori di calcolo, tanto che «non di rado si associano ad altre condizioni, come difficoltà di attenzione o problematiche emotive», aggiunge lo specialista.

SEGNALI PRECOCI Un ulteriore problema è costituito dal fatto che spesso alla diagnosi si arriva in ritardo o non si arriva affatto, sottovalutando quei segnali che emergono già a livello di scuola dell’infanzia (intorno ai 5 anni). Secondo l’Associazione Italiana Dislessia bisognerebbe prestare attenzione alla sfera comunicativo-linguistica ovvero scarsa conoscenza di parole e significati, difficoltà con filastrocche, scarsa capacità di costruzione della frase, a quella uditiva e visuo-spaziale, con la difficoltà nel ripetere e individuare toni, suoni, sillabe, la fatica nell’affrontare giochi di manipolazione e labirinti e nel ritagliare/costruire. Anche l’ambito motorio è importante e spesso altrettanto trascurato, a partire da scarse capacità nel disegno e scarsa manualità. La letteratura scientifica ha rilevato che chi ha un Dsa tende ad avere performance scarse nei compiti che richiedono coordinazione, abilità con la palla, equilibrio, risultati che dovrebbero essere connessi al. Dalla primaria si manifestano invece tratti collegati in maniera più specifica con lettura, scrittura, calcolo, nonché la fatica a concentrarsi (spesso i Dsa si associano a disturbi dell’attenzione).
DIFFICOLTÀ L’incremento reale dei numeri, sul territorio come in Italia, se da un lato è la prova di una maggiore attenzione di famiglie e scuola, dall’altro rivela una maggiore presenza di difficoltà di apprendimento. «È probabile che contino anche fattori ambientali, come l’uso precoce e prolungato di smartphone e tablet – osserva Migliarese – I bambini oggi sviluppano abilità visive molto prima di quelle manuali, con possibili ripercussioni sulla coordinazione occhio-mano e sulla capacità di mantenere l’attenzione in compiti più tradizionali come la scrittura». Ma le conseguenze di un Dsa non gestito correttamente vanno oltre il rendimento scolastico. Basti pensare alla fatica, alla frustrazione e alla perdita di fiducia che possono influenzare la motivazione dello studente e il clima familiare. Da qui l’importanza di un’alleanza educativa. «La famiglia è fondamentale, sia nel coordinamento con la scuola che nel sostegno quotidiano al ragazzo sia sul piano dello studio sia su quello emotivo – conclude – Il lavoro sinergico tra scuola, famiglia e servizi specialistici è la chiave per trasformare una difficoltà in percorso di crescita».
Rossana Zorzato


