Lucente: «Bonus pendolari più equo»

Il nuovo indennizzo ai pendolari? E’ più equo del precedente bonus, perché «ristora chi effettivamente ha subito un disagio e non indistintamente tutti gli abbonati a una specifica tratta anche se non hanno effettivamente usufruito del servizio». Sono queste le parole di Franco Lucente, assessore ai Trasporti e mobilità sostenibile di Regione Lombardia intervenuto lo scorso giovedì in Commissione Territorio per illustrare le nuove modalità di erogazione dei ristori agli utenti Trenord entrate in vigore il 1 gennaio scorso. Un provvedimento attorno al quale si è discusso parecchio anche tra i fruitori della Milano-Mortara-Alessandria: la linea che collega la Lomellina al capoluogo regionale, con le precedenti modalità di ristoro, era andata a bonus per 20 mesi di fila.

Ora, con il “malus” conteggiato da 15 e non più da 5 minuti di ritardo, la tratta è tornata a essere tra quelle “virtuose”, pur continuando ad avere i soliti problemi di ritardi e cancellazioni.

PROTESTE In Regione i gruppi del Pd e del Movimento 5 Stelle hanno ribadito la propria contrarietà al meccanismo introdotto ritenendolo penalizzante per l’utente. Lucente ha precisato che è previsto lo sviluppo di procedure digitali semplificate e accessibili da parte del cliente per le fasi di richiesta, controllo ed erogazione dell’indennizzo, ma è innegabile che il tema esista. Effettuare un passaggio burocratico in più per avere il ristoro, per la Regione, garantisce che vadano ai titolari di un abbonamento nel mese in cui si sono verificati i disservizi; d’altro canto, l’innalzamento della tolleranza dei ritardi ha portato a costi più alti per gli stessi abbonamenti. «Questo mese io e mia moglie abbiamo preferito prendere un carnet, proprio in attesa di capire meglio come funziona il sistema – racconta Andrea Colli, pendolare della Milano-Mortara – il nuovo indennizzo contempla solo i ritardi a partire dai 15 minuti, ma in caso di coincidenze anche un ritardo minimo può rappresentare un problema. Per noi gli abbonamenti sono due, in termini economici l’aumento è di qualche decina di euro: non una tragedia, ma incide». Anche perché i treni continuano a essere poco puntuali, pur essendo in miglioramento: ritardi superiori ai 5 minuti e soppressioni a marzo sono state rispettivamente 256 e 36; a febbraio 256 e 43, a gennaio 330 e 34. Meglio degli ultimi mesi del 2023 (350 e 80 a dicembre, 414 e 42 a novembre, 412 e 64 a ottobre).

LA FORMULA La formula del vecchio bonus così come definita da Regione Lombardia per il precedente contratto di servizio è stata mantenuta fino al termine del periodo di validità dello stesso contratto: dal gennaio scorso la Lombardia, come tutte le altre regioni, si è dovuta attenere alla delibera 106/2018 dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che obbliga a introdurre il nuovo meccanismo in sostituzione dei precedenti bonus automatici e che, ai titolari di abbonamento mensile o annuale riconosce un indennizzo del 10% per ciascun mese in cui, per la tratta indicata sul titolo di viaggio posseduto, un numero di treni pari o superiore al 10% di quelli programmati subisca un ritardo superiore a 15 minuti o venga soppresso. Successivamente il Pirellone ha incrementato autonomamente la quota dell’indennizzo al 30% (il 10% a carico di Trenord e il 20% a carico di Regione Lombardia), come era per il precedente bonus.

Alessio Facciolo

Le ultime

Sannazzaro, incidente sul lavoro: intossicati tre operai

Incidente sul lavoro questa mattina alla raffineria del Po...

Vigevano in Castello con i Pooh e Gianni Morandi

Vigevano in Castello, a settembre sei appuntamenti tra canzoni...

Settembre, le sagre animano la Lomellina

Con la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno sagre e...

Addio a Maria Teresa Ferrari, per anni professoressa amata a Mede

Si è spenta il 2 agosto la professoressa Maria...

Login