Oculistica, mancano i medici

L’oculistica pubblica è in crisi e mancano risposte concrete. Una situazione dettata dalle lunghe liste d’attesa e dalla carenza di personale. Problema, quest’ultimo, a cui non si trova una soluzione, nonostante l’indizione di diversi concorsi da parte delle Aziende sanitarie italiane.

LA SITUAZIONE Sul territorio, partendo dalla città ducale, l’ospedale civile di Vigevano si troverà a far fronte a un addio atteso. A lasciare la direzione della Struttura complessa di oculistica sarà il primario Fabrizio Malvezzi, in pensione dal prossimo primo agosto. Un pensionamento che di fatto inizia in questi giorni per lo smaltimento delle ferie arretrate. Il congedo aggrava le carenze nell’organico medico e si accompagna a liste d’attesa dallo scorrimento difficoltoso: L’Araldo ha avuto modo di raccogliere le segnalazioni di pazienti che hanno provato a prenotare visite oculistiche nel reparto vigevanese e a cui è stato indicato che le liste al momento hanno tempi d’attesa molto lunghi.

LOMELLINA La situazione interessa anche il nosocomio di Mortara, dove si eseguono gli interventi chiurgici. Anche la città dell’oca vede il protrarsi dei tempi d’attesa, soprattutto per quanto riguarda i piccoli interventi chirurgici come le iniezioni intravitreali: i pazienti in cura per maculopatie essudative potranno concludere i cicli in corso, ma al momento non è prevista l’attivazione di nuovi cicli né per i pazienti già in carico né per le persone che dovessero chiedere di accedere al servizio ex novo. In questi casi – che riguardano soprattutto soggetti fragili e anziani – la scelta sarà tra rivolgersi al settore privato o rinunciare a una terapia “salva-vista”. La maculopatia infatti è una patologia degenerativa che colpisce la parte centrale della retina e causa progressivamente la perdita della vista; si tratta della malattia più frequente tra quelle che determinano grave invalidità visiva. Si manifesta soprattutto dopo i 55 anni, ma può comparire anche in soggetti più giovani. Rinunciare alle iniezioni – i cicli prevedono un numero variabile di iniezioni a cadenza di alcune settimane o un mese una dall’altra – vuol dire andare incontro alla cecità, in quanto la terapia non è “curativa”, ma blocca lo sviluppo dell’affezione.

L’AZIENDA Ancora una volta a rendere complesso il quadro è la carenza di medici. Asst Pavia ha infatti bloccato l’accesso ai nuovi cicli di iniezioni proprio per la mancanza di personale medico. L’Azienda è stata contattata da L’Araldo venerdì scorso, insieme ad Ats di Pavia che, come previsto dal Piano regionale di governo delle liste d’attesa, ha il compito di predisporre il piano attuativo del Prgla nel territorio di competenza:

Asst ha appena espletato un concorso, con successiva delibera di assunzione per quattro medici – afferma l’Azienda stessa – L’obiettivo è quello di rafforzare l’attività di Oculistica, sia a Vigevano sia a Voghera, migliorando i tempi di attesa». Ats invece ha spiegato che «questa tematica è di competenza di Asst».

IN LOMBARDIA In questo caso non si può dire “l’erba del vicino è sempre più verde” perché il problema oculistica, e in generale sanità, riguarda tutta Italia. A guadagnarsi la “maglia nera” l’Asst Ovest Milanese; secondo il report di Federconsumatori e Fondazione Isscon, per una semplice visita oculistica nell’ospedale di Legnano bisogna aspettare ben 677 giorni, quasi due anni. «I dati mostrano un aggravamento delle emergenze strutturali nell’erogazione delle prestazioni sanitarie – si legge nel report – […] con la fotografia di una sanità pubblica che […] cede quote al privato».

Rossana Zorzato

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