Pediatri carenti al Nord

Nonostante il calo delle nascite, in Italia mancano circa 502 pediatri di libera scelta e la maggior parte di queste carenze si concentrano in Lombardia, Piemonte e Veneto. Secondo la Fondazione Gimbe, in alcune zone i pediatri hanno già in carico più di mille bambini ciascuno, ben oltre il massimale fissato a livello nazionale. Una situazione destinata a peggiorare nei prossimi anni. Entro il 2028 sono previsti quasi 2.600 pensionamenti, ma secondo Nino Cartabellotta, presidente della fondazione «non è affatto scontato che le nuove generazioni siano sufficienti a garantire il ricambio».

IL CASO Secondo l’analisi Gimbe, le carenze più gravi si concentrano proprio dove ci sono più bambini, con al primo posto la Lombardia con una carenza di 180 pediatri, al secondo il Piemonte con 108 e terzo il Veneto con 93. Situazione che rischia di aggravarsi visto il progressivo invecchiamento della categoria. L’ultimo bando di selezione regionale, pubblicato a marzo 2025, indicava 53 ambiti carenti per la pediatria di libera scelta, di cui 4 in provincia di Pavia (2 lomellini e 2 oltrepadani); per la Lomellina si tratta di zone collocate nell’Area interna. «La quota di pediatri di libera scelta con oltre ventitré anni di specializzazione è passata dal 39% nel 2009 al 77% nel 2023 – continua il presidente di Gimbe – Un ricambio generazionale così lento rischia di far saltare l’intero sistema di assistenza pediatrica». Difficoltà ad accedere ai servizi di pediatria di libera scelta causati dalla troppa burocrazia e da un lavoro sovraccaricato per i professionisti, ragion per cui le liste d’attesa crescono sempre più.

CARENZE Un problema reso ancora più complesso dal calo demografico. Tra il 2019 e il 2025 mancheranno 430 mila bambini nella fascia 0-5 anni. Ma il saldo complessivo tra nuovi nati e adolescenti che passano ai medici di base resta positivo, con un incremento netto di oltre 50 mila assistiti per i Pls. Di conseguenza, i pediatri restano pochi e spesso saturi di richieste. «In molti territori si superano i mille assistiti per pediatra – denuncia la fondazione Gimbe nel suo studio – una soglia che rende di fatto impossibile garantire la libera scelta e la qualità delle cure». Secondo l’ultimo Accordo collettivo nazionale, un pediatra di libera scelta dovrebbe avere in media 850 bambini, ma nelle aree a bassa densità o più disagiate le carenze emergono in modo ancora più netto.

Una stima su base regionale non basta perché non intercetta le difficoltà locali. Serve una distribuzione capillare e una programmazione basata sui reali bisogni di ogni territorio.

PROSPETTIVE Nel frattempo, anche se il numero di borse di studio per diventare pediatra è cresciuto, non è detto che i nuovi specialisti scelgano di fare i pediatri di libera scelta invece di lavorare in ospedale. E intanto la carenza di medici di base, oltre 5.500 in meno, aggrava ulteriormente la situazione. Per la fondazione Gimbe la strada è chiara. «Bisogna potenziare i modelli organizzativi, promuovere il lavoro in team, investire sull’assistenza territoriale prevista dal Pnrr e favorire accordi sindacali che rendano attrattiva la professione di Pls, altrimenti il rischio è di trovarci con bambini senza pediatra».

Rossana Zorzato

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