Pnrr e burocrazia bloccano la Lomellina

Il castello sforzesco di Vigevano ha ospitato domenica la 38ª edizione del “Premio Fedeltà al Lavoro Artigiano” di Confartigianato Lomellina, un evento che, oltre a celebrare diciannove imprenditori, ha messo in luce le gravi difficoltà che il territorio incontra nell’accesso e nell’utilizzo dei fondi del Pnrr. La tavola rotonda, che ha preceduto la cerimonia di premiazione – culminata con un riconoscimento speciale a Loredana Coccino, vicepresidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato Lomellina – ha fotografato una realtà in sofferenza.

primo piano economia Grechi
Vigevano – premio fedelta’ confartigianato – foto Paolo Migliavacca

LOMELLINA NON PRONTA I dati dell’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, presentati da Licia Redolfi, sono inequivocabili: la provincia di Pavia ha intercettato solo il 3.3% dei fondi regionali del Pnrr. Di questa quota, la Lomellina ha ricevuto a sua volta il 24%. Nonostante i fondi siano stati distribuiti per rialzarsi dalla pandemia, l’analisi di Massimiliano Serati, direttore della Liuc Business School, rivela che in Lomellina «c’è stata difficoltà nell’organizzare la spesa e ad attivare le imprese». Un sintomo di questa inefficacia è l’elevato numero di edifici scolastici in provincia ancora privi di certificazione antincendio, «nonostante tutto il denaro speso nel settore».

BUROCRAZIA E COSTI La criticità principale che ostacola l’impiego efficace dei fondi è la burocrazia. Licia Redolfi ha ribadito che la complessità delle procedure amministrative è, insieme a tassazione e leggi, il «problema principale per le imprese». Una soluzione parziale potrebbe essere la digitalizzazione, ma un «vero processo radicale di riforma profonda ancora non si vede». Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Lomellina, ha lanciato un appello preoccupante:

Senza semplificazione della pubblica amministrazione e delle leggi – ha chiarito – le imprese non riusciranno mai ad evolversi.

Grechi ha anche denunciato una «incapacità progettuale per via dei tanti comuni piccoli che fanno fatica a fare rete». Senza un’inversione di rotta, lo spopolamento sarà «sempre più elevato e inevitabile» , anche in un’area che registra già un livello medio di istruzione tra i più bassi della Lombardia.

BOLLA ENERGETICA A peggiorare il quadro si aggiunge la “bolla” energetica. I dati mostrano che, rispetto al 2021, l’energia costa il 50.3% in più. L’Italia, inoltre, paga l’elettricità il 22% in più rispetto alla media europea, con un prelievo fiscale doppio. «Come si fa a non alzare i prezzi a propria volta, se si è imprenditori?». Il comparto manifatturiero locale sta affrontando una crisi con «numeri paragonabili a quelli della fase pandemica». Grechi ha chiesto un «Pnrr apposito o avremo desertificazione industriale». Le conclusioni sono state “agrodolci” : il sistema di concessione del credito non è tarato sulle imprese di piccole dimensioni , e sul territorio persiste molta «capacità produttiva in eccesso o obsoleta» che deve essere riconvertita. Per Serati, la chiave di volta è la manodopera qualificata. «Questo Paese ha bisogno di mano d’opera qualificata di un certo tipo o le imprese non riescono a stare dietro al mercato», ha spiegato, suggerendo la necessità di cambiare l’approccio alla formazione e di «aprire al reclutamento internazionale” rendendolo «agevole, come fanno gli altri».

Massimo Sala

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