Scuola, compiti distribuiti e no alle sovrapposizioni 

Fa discutere la recente circolare per disciplinare i carichi di lavoro scolastici e promuovere un equilibrio tra studio e vita extrascolastica, emanata recentemente dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. La circolare era indirizzata ai dirigenti scolastici con l’obiettivo di regolamentare i carichi di studio per gli studenti, sia in classe che a casa. Tra le principali indicazioni, il Ministro ha sottolineato l’importanza di una pianificazione accurata delle verifiche e dei compiti, evitando sovrapposizioni nello stesso giorno e l’assegnazione last-minute sul registro elettronico. Non solo registro elettronico, però, ma anche riesumazione del tradizionale diario cartaceo come strumento di pianificazione. La circolare ha ricevuto il sostegno di diverse figure del mondo scolastico: l’Associazione nazionale presidi (Anp), attraverso il suo presidente Antonello Giannelli, ha espresso pieno accordo, come analogo sostegno è stato espresso da parte del sindacato.

IL PARERE DEI PRESIDI Molti dirigenti scolastici del territorio hanno però sottolineato che le indicazioni del ministro sono già una prassi consolidata nei loro istituti. Giovanna Montagna, dirigente dell’IC di viale Libertà, ha così dichiarato:

Quanto auspicato dal ministro Valditara, nel nostro istituto si applica regolarmente. Se qualche docente si fosse mai permesso di assegnare i compiti la sera per la mattina dopo, mi sarei trovata duecento genitori fuori dalla porta.

Elda Frojo, dirigente dell’Istituto “Luigi Casale”, ha aggiunto che «queste esigenze per noi non rappresentano un problema. I docenti si organizzano bene: certo, può capitare la doppia interrogazione, ma solo per motivi tecnici e molto raramente». Massimo Camola, dirigente dell’IC Valletta Fogliano, ha invece riflettuto sul tema più ampio dell’organizzazione del tempo: «Il sovraccarico di compiti o l’affollamento di prove di verifica nella stessa giornata è da sempre un pericolo che si cerca di evitare. La necessità di coordinarsi tra docenti è il presupposto per una migliore organizzazione».

LA VOCE DEI GENITORI Antonella Vescio, in veste genitore alla scuola “Bramante”, ha espresso un parere articolato: «Ritengo giusto l’aver sottolineato l’importanza di assegnare compiti con un lasso di tempo adeguato. Tuttavia, sono meno favorevole ai compiti per la scuola primaria, dove il tempo-scuola è già abbastanza lungo».

COSA PENSANO GLI STUDENTI Diversa la posizione di Chiara Brindisi, rappresentante degli studenti del liceo “Benedetto Cairoli”, che ha definito la circolare «superflua». «Nella mia classe – dice – i professori già cercavano di non sovrapporre verifiche e interrogazioni. Parlando della mia esperienza da studentessa mi sembra una circolare inutile, che non aggiunge e non toglie nulla rispetto alla didattica usata dagli insegnanti. Inoltre mi chiedo in che modo si farebbe per controllare che la circolare di Valditara sui compiti sia effettivamente rispettata da ogni singolo docente. È stata fatta solo per mostrare un apparente interesse verso la realtà scolastica».

E QUELLA DEGLI INSEGNANTI Stefania Rotundo, vice preside e insegnante di diritto ed economia all’Istituto “Casale”, ha spiegato che le sue discipline si prestano poco ai compiti «ma sulle verifiche c’è molta attenzione. Si cerca di distribuirle per evitare carichi eccessivi». Elisa Domenichetti, docente di lettere alla media “Bramante”, ha invece riflettuto sul ruolo dei compiti.

Dovrebbero essere uno strumento per rendere gli alunni autonomi – precisa –  non un fardello. Il ministro ha fatto bene a incoraggiare l’uso del diario, che aiuta i ragazzi a gestire impegni e scadenze.

UNA SFIDA PER IL FUTURO La circolare Valditara ha riacceso il dibattito su un tema centrale per la scuola: come conciliare qualità dell’apprendimento e benessere degli studenti. Se da un lato molte scuole hanno già adottato misure simili, dall’altro la sfida resta quella di garantire uniformità e rispetto delle regole. Come ha sottolineato  Antonella Vescio: «Forse la soluzione è fare un passo indietro noi genitori, per permettere ai ragazzi di diventare più autonomi».

Isabella Giardini, Edoardo Varese

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