Scuola dell’obbligo, cambio di rotta 

Le nuove indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico, ma dall’11 febbraio il decreto è operativo e sta avviando una revisione che incide su impianto culturale, priorità, linguaggio e scelte metodologiche, con effetti diretti su progettazione didattica, valutazione e inclusione.

ALL’INFANZIA CAMBIA POCO Nella scuola dell’infanzia resta la struttura dei campi di esperienza e il richiamo al sistema integrato zero-sei, ma si rafforza il ruolo dell’adulto nella regia delle attività, con un’impostazione più guidata che può ridurre gli spazi di esplorazione autonoma di bambini e bambine. Rimangono centrali gioco, accoglienza, personalizzazione e collaborazione con famiglie e territorio, dentro un quadro che conferma collegialità e autonomia scolastica, ma affida molto alla mediazione quotidiana delle insegnanti per evitare derive esecutive.

RIASSUNTO ALLA PRIMARIA Alla primaria, l’italiano viene rilanciato attraverso la scrittura come strumento di pensiero: il riassunto è indicato come pratica cognitiva chiave e cresce l’attenzione a correttezza grammaticale, ortografica e scrittura manuale, mentre restano pilastri lettura, comprensione, oralità e grammatica funzionale alla chiarezza comunicativa. In inglese si attenua l’orizzonte plurilingue e interculturale a favore di una competenza “multilinguistica” più frammentata; si rafforzano aspetti fonologici e ortografici già nei primi anni, con il QCER ancora riferimento formale (A1 a fine primaria), ma con il rischio di applicazioni rigide.

EUROCENTRISMO La storia primaria segna una svolta netta: cambia la scansione cronologica, si amplia l’arco fino al Medioevo e si restringe l’orizzonte geografico, con un impianto più eurocentrico e identitario e maggiore peso di elenchi di contenuti, a scapito di fonti e metodologie attive. In geografia si consolida un approccio dallo spazio vissuto al mondo, con enfasi su senso del luogo, outdoor education e consapevolezza del cambiamento climatico, dentro una visione sistemica già presente nel 2012.

ARRIVA L’INFORMATICA In matematica compare il nucleo “Informatica”, inteso come pensiero computazionale e lavoro sugli algoritmi, insieme a modellizzazione di situazioni reali, storia della disciplina e rafforzamento dell’area STEM in chiave laboratoriale e inclusiva. L’errore diventa occasione di debugging e riflessione metacognitiva. Anche scienze amplia contenuti, soprattutto in fisica e chimica, mantenendo però il metodo scientifico come asse portante; tecnologia integra strutturalmente informatica e cittadinanza digitale, spostando l’attenzione su progettazione, dati e processi.

LATINO IN GRAN SPOLVERO Nella secondaria di primo grado, italiano si ridefinisce come “Lingua e Letteratura”, con maggiore enfasi su conoscenze essenziali, regole come strumenti di controllo linguistico, riscrittura, memoria poetica e uso consapevole di fonti, rete e intelligenza artificiale. Compare in forma opzionale il Latino per l’educazione linguistica, presentato come supporto alla consapevolezza dell’italiano e alle radici culturali, la cui efficacia dipenderà dalla mediazione didattica.

LINGUE PIÙ ATTUALI Per le lingue straniere si introducono contenuti più contemporanei e riferimenti a tecnologie e media, ma con maggiore prescrittività su grammatica e pronuncia e un trattamento separato delle lingue che può indebolire il plurilinguismo. In storia si riduce l’arco cronologico dal VII secolo alla fine del Novecento, con forte impronta eurocentrica e ritorno a un modello narrativo e nozionistico; restano però il legame con educazione civica e la finalità formativa generale. La geografia si amplia verso una dimensione anche personale ed esperienziale del paesaggio, affiancata a linguaggi scientifici e lettura delle interdipendenze globali.

INFORMATICA RAFFORZATA Anche qui matematica rafforza informatica, storia della disciplina, problem posing e stima, in un quadro prescrittivo che richiede progettazioni integrate; scienze passa a un curricolo più strutturato in cinque ambiti, con forte asse su energia, sostenibilità e valutazione critica delle fonti; tecnologia ridefinisce la componente digitale in chiave di processi informativi e pensiero computazionale, mantenendo laboratorio, disegno tecnico e cultura di sicurezza e cybersicurezza.

PIÙ VALORE A MUSICA E ARTE Musica e arte guadagnano un riconoscimento esplicito di centralità: la prima come esperienza corporea, relazionale e cognitiva, sostenuta anche da riferimenti neuroscientifici e da pratiche creative digitali; la seconda come disciplina con pari dignità, fondata su tecnica, laboratorio, patrimonio e linguaggio visivo, pur con minore apertura esplicita alla cultura giovanile contemporanea rispetto al 2012. L’educazione motoria, infine, viene ancorata maggiormente a salute, fitness e stili di vita attivi, con una riorganizzazione per competenze e dimensioni, mantenendo però il valore inclusivo, ludico e formativo della pratica corporea.

GLI ASPETTI CRITICI Nel complesso emerge un quadro più strutturato e prescrittivo, con rafforzamento di conoscenze essenziali, STEM e controllo linguistico, ma anche con tensioni evidenti: rischio di riduzione degli spazi di autonomia, di indebolimento delle metodologie attive in alcune discipline e di un arretramento dell’orizzonte inclusivo e plurale che aveva caratterizzato la stagione precedente. Molto dipenderà dalla capacità delle scuole e dei docenti di mediare le Indicazioni, mantenendo viva la dimensione laboratoriale, critica e partecipativa dell’apprendimento.

Isabella Giardini , Massimo Sala

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