Siccità, allarme dell’Est Sesia

Sembra strano dopo giorni di piogge ininterrotte, ma il settore agricolo è in allerta per lo scenario siccitoso che potrebbe presentarsi da agosto e nei mesi successivi, visto che gli addetti stessi temono di non disporre delle risorse idriche per irrigare i campi. «Al momento non abbiamo l’acqua che dovremo dispensare a luglio e agosto – ammette Camillo Colli, presidente del Consorzio Est Sesia – e in autunno la situazione potrebbe andare incontro a un peggioramento. I ghiacciai continuano a diminuire e a meno che non dovesse piovere nuovamente con una certa intensità, l’acqua che abbiamo non basterà». Preoccupa lo stato delle nevi che

si scioglieranno sempre più – prosegue Colli – una situazione impensabile fino a 30 anni fa.

COSA FARE C’è una soluzione che consente di far fronte a tutto ciò? «Servono gli invasi per favorire il più possibile l’accumulo idrico: se ne parla, ma al momento nessuno ha ancora fatto nulla. I consorzi irrigui possono distribuire l’acqua se questa è presente nei fiumi e se è presente nei laghi, altrimenti sono fermi. Tra il 2020 e il 2022 sulle Alpi abbiamo perso 5 miliardi di metri cubi di ghiaccio». La Lomellina, area che vive principalmente di semina di riso, in quale situazione incorrerà? «Non sappiamo cosa potrà succedere a partire da settembre – afferma Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Pavia – e il deflusso ecologico è motivo di preoccupazione per noi, perché in caso di emergenza non avremmo fonti idriche dalle quali attingere».

ADDIO AL RISO Con ripercussioni in ambito ambientale ed economico. «Occorre imparare a gestire le risorse quando si presenta l’occasione – sottolinea Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – in queste settimane ha piovuto molto in Lomellina e nel pavese. C’è una maggior presenza di neve in montagna, il lago Maggiore è pieno e la falda sta recuperando, visto che non è più calata. Dovrà essere fatta una considerazione di sistema, specie quando in estate le temperature si innalzeranno». Una strada percorribile, per non ritrovarsi con campi privi di colture, può essere quella della «sommersione invernale. Consentirebbe di mantenere nella camera di risaia uno strato d’acqua profondo 5 centimetri per almeno due mesi».

Edoardo Varese

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