Siccità / Gli agricoltori contro le riduzioni e i furti d’acqua

No alla decurtazione di un quinto dell’acqua per irrigare e no ai furti d’acqua da parte di alcuni agricoltori ai danni di altri. Confagricoltura e Cia sono ferme sulle loro posizioni, la prima in contrasto con l’Autorità di bacino del Po che ha proposto, lo scorso giovedì, di ridurre del 20% i prelievi idrici del sistema irriguo della pianura Padana. La richiesta, avanzata con lo scopo di arginare il fenomeno del cuneo salino ovvero la risalita dell’acqua salata di mare dal delta del Po a causa della carenza di portata del fiume, ha trovato una ferma opposizione da parte degli agricoltori timorosi di veder vanificati gli sforzi fatti finora, tanto da essere rigettata dal Tavolo regionale lombardo. «In primis si vedrebbero vanificati gli sforzi messi in atto per salvare il primo raccolto – spiega Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Pavia – senza tralasciare che non si risolverebbe il problema del cuneo salino del Po».

PP Siccità Cia - Paola Fogagnoli e Carlo Zucchella

LE PERPLESSITA’ «Il 1° luglio – continua Zucchella – ho preso parte a una riunione a Novara con Est Sesia e si è discusso riguardo al rilascio dell’acqua del Po per cercare di contrastare il cuneo salino. La Lomellina non trarrebbe il ben che minimo beneficio qualora questa soluzione dovesse essere adottata in futuro, già ora la propria disponibilità idrica è notevolmente limitata. Figuriamoci se si venisse a trovare nella condizione di dover cedere il 20% della propria acqua». Ognuno cerca di tenere stretta la “sua” acqua, qualcosa con cui dovrà confrontarsi anche il commissario per l’emergenza, che tra i primi atti dovrà decidere se accogliere o meno la richiesta dell’Autorità. «Si tratta di una misura che non risolverebbe il problema – afferma Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia – ma che lo aggraverebbe se ci soffermiamo ad analizzare la situazione in cui verte il territorio lomellino. Esso rappresenta l’epicentro della siccità a livello regionale».

LE RICHIESTE «L’area della Lomellina centrale – prosegue – da Mortara si estende fino a Sannazzaro, comprendendo al proprio interno Dorno e Gambolò, ed è la zona maggiormente provata dalla siccità. Il raccolto del mais è compromesso, i danni sul riso evidenti. Lo scenario a cui andremo incontro nei prossimi mesi tenderà a peggiorare. Per contrastare il cuneo salino serve ben altro». Quali sono le opzioni praticabili allora? Confagricoltura Pavia ha provveduto a chiedere un aumento del rilascio di acqua dal Lago Maggiore. «Anche dal Vercellese – prosegue Lasagna – perché si tratta di zone che al momento vertono in condizioni di criticità inferiori rispetto alla Lomellina. Mentre per questo mese abbiamo richiesto dei rilasci costanti idroelettrici. Al momento queste sono le uniche mosse che ci potrebbero consentire di far fronte all’attuale situazione di crisi idrica dovuta al perdurare delle siccità e dall’assenza di piogge».

TURNI D’IRRIGAZIONE Anche i furti d’acqua, che si stanno verificando a macchia d’olio in Lomellina e che vedono una parte di agricoltori “furbi” intervenire nottetempo su chiuse e canali per far defluire l’acqua verso i propri campi assetati, è una misura di una crisi che non conosce precedenti. «Non lo ritengo un comportamento particolarmente diffuso – analizza Emilio Zucchella – sebbene qualcuno che lo faccia ci sia. Non è questo il comportamento da utilizzare per far fronte alla siccità. Occorre che gli agricoltori si attengano alle regole stabilite dai consorzi. Nel caso specifico della Lomellina è in vigore la turnazione d’irrigazione. Una misura che consente alle aziende agricole di trasmettersi acqua a vicenda».

Edoardo Varese

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