Sonno come alleato: dormire elimina le scorie

Dormire non serve soltanto a recuperare energie, ma anche a eliminire le “scorie” della giornata. Durante le ore di riposo il cervello attiva infatti un sofisticato sistema di “pulizia” che elimina le sostanze di scarto accumulate nel corso della giornata. E a dimostrarlo è una recente ricerca condotta dall’Università di Oulu, in Finlandia che, per la prima volta, è riuscita a osservare questo processo in tempo reale e senza procedure invasive.

LA RICERCA Gli studiosi hanno sviluppato una nuova tecnica di risonanza magnetica ultrarapida capace di monitorare il movimento dei liquidi all’interno del cervello. I risultati hanno mostrato che durante il sonno il meccanismo di smaltimento delle scorie metaboliche accelera sensibilmente, favorendo una sorta di lavaggio naturale dei tessuti cerebrali. Il cervello produce continuamente sostanze di scarto derivanti dall’attività dei neuroni e per evitare che si accumulino, entra in funzione un sistema basato sul flusso del liquido cerebrospinale, il cosiddetto liquor. Questo movimento è regolato da pulsazioni cardiache, respiratorie e vascolari che, durante il sonno, modificano il proprio comportamento rendendo più efficiente la rimozione dei residui metabolici. Il risultato? Un processo di filtraggio che contribuisce a mantenere in salute il sistema nervoso centrale.

Antonella Motta

DIFFICOLTÀ Ma non sempre è facile dormire al meglio, specie durante il caldo estivo. «In questo periodo raccolgo da molte persone commenti sul senso di stanchezza vissuto e sulla necessità di riposare – spiega Antonella Motta, psicologa e psicoterapeuta – Ma un buon sonno è necessario per riconciliare il corpo e la mente». E spesso le persone non dormono a sufficienza per tante ragioni, «come rimanere alzati fino a tardi e svegliarsi troppo presto con l’obiettivo di fare di più; così come bere tanti caffè per rimanere attivi. Tutto questo perché si crede di avere una giornata più lunga di 24 ore, portando di conseguenza a un sonno interrotto». Ma invertire la rotta è possibile. «Qualche suggerimento potrebbe essere impostare una routine per andare a letto, così come rilassarsi un’ora prima dell’orario stabilito – prosegue Motta, e nelle serate più fresche – bere una tisana calda può conciliare il riposo, focalizzando l’attenzione su ciò che fa stare bene». Da evitare invece

attività sportive intense alla sera, ma provare a fare degli esercizi di respirazione quando si è nel letto, tra i cinque e i dieci respiri lenti.

FUTURO Una scoperta che assume importanza perché il rallentamento di questi meccanismi è stato associato all’invecchiamento cerebrale e ad alcune malattie neurodegenerative. E comprendere il funzionamento di questo sistema potrebbe aprire nuove prospettive sia nella prevenzione, sia nel trattamento di patologie legate al declino cognitivo.

OBIETTIVI E l’obiettivo futuro è capire se sia possibile potenziare questi processi naturali per contrastare gli effetti dell’età sul cervello. Se questa strada dovesse rivelarsi percorribile, una buona qualità del sonno potrebbe diventare uno strumento concreto per preservare più a lungo la salute cerebrale.

Rossana Zorzato (ha collaborato Ig)

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