Alla fine c’è stato un candidato unico, si è evitata la conta e i lumbard si sono ricompattati nel segno del senatore Massimiliano Romeo, eletto per acclamazione segretario della Lega Lombarda o meglio della “Lega per Salvini premier”, durante il congresso di domenica scorsa all’hotel Sheraton di Milano, arrivato dopo sette anni dall’ultimo.
SOLIDARIETÀ PER CEFFA Domenica è stato un po’ anche il congresso dove i leghisti in blocco, con in prima fila il segretario federale, hanno espresso solidarietà al sindaco di Vigevano. «Andrea Ceffa è una persona onesta e perbene» ha scandito Matteo Salvini. Tornando ai contenuti del congresso, il ritiro delle candidature di Cristian Invernizzi e del deputato Luca Toccalini doveva disinnescare il malcontento strisciante tra alcuni delegati, ma è stata lo stesso una giornata dove non sono mancate le tensioni. Dal neo-segretario regionale un chiaro messaggio al Matteo “nazionale”: «Se non parliamo più del Nord, al Nord i voti non li prendiamo più».
DUPLICE IDENTITÀ Un discorso, quello del nuovo segretario, che ha inoltre rilanciato la figura del padre fondatore Umberto Bossi. Un messaggio che è stato accolto con entusiasmo dai 370 delegati presenti, felici di intravvedere un ritorno all’identità storica della Lega. Il discorso di Romeo ha in seguito puntato a conciliare l’anima storica del movimento con il nuovo corso nazionalista. Pur non rappresentando una sconfitta per Salvini, il discorso del neo segretario regionale lombardo ha segnato la presenza di una corrente critica nei confronti della svolta nazionalista. La parola d’ordine del vertice (sia da parte di Salvini sia da parte di Giorgetti) è stata quella orientata a evitare lo scontro. «Siamo sotto attacco – ha detto Salvini – e quando succede l’ultima cosa da fare è litigare tra di noi». Un concetto ribadito dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti:
Abbiamo bisogno di un capo e di una comunità solidale. Altrimenti vinceranno gli altri.
CRITICHE Il meno tranquillo al congresso è stato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha puntato il dito contro i problemi irrisolti del Nord e contro certe scelte romane, riferendosi a ripartizioni di fondi che penalizzano le regioni più virtuose. Tra i nostalgici del passato bossiano, il governatore della Lombardia ha addirittura rilanciato lo slogan “Padania libera”, rispolverando la vecchia bandiera del federalismo, con più attenzione alla base e la ricucitura delle divisioni interne. Salvini ha ribadito la scelta della svolta nazionale che «però non deve escludere il rispetto per il Nord». Auguri di buon lavoro al nuovo segretario arrivano dal senatore Gian Marco Centinaio: «Le sue parole in assemblea – sottolinea – hanno tracciato una direzione chiara e condivisa. Sono sicuro che sarà un’ottima guida per la Lega Lombarda, come già lo è per il nostro gruppo in Senato. Le sue capacità di dialogo e di sintesi, la profonda conoscenza del territorio e la sua storia nel movimento ne fanno il segretario migliore».

DAL TERRITORIO Parole positive espresse anche dal segretario provinciale Jacopo Vignati: «Un momento di confronto importante per rilanciare sia la Lombardia che il governo italiano. La svolta nazionale paga e non si può tornare indietro ma parlare della nostra regione diventa sempre più importante». Per Daniela Carignano, militante storica della Lega «è stato emozionante trovarsi tutti insieme. Romeo ha reimpostato un rapporto importante con le sezioni e con noi militanti, soprattutto quelli che si “fanno il mazzo”. Ho sentito durante il congresso che Lega non è morta, anzi. Le sezioni sono ben vive. La solidarietà nei confronti del nostro sindaco e il caloroso abbraccio dei militanti e di Salvini sono stati i momenti più emozionanti». Sempre per il territorio va annotata l’entrata nel direttivo regionale di Gianni Vincenzi, consigliere comunale e segretario di sezione a Gravellona.
Massimo Sala

