Caro bollette / Gas e luce, prezzi raddoppiati in un anno

Non è finita l’esplosione del costo dell’energia in Italia e la deflagrazione coinvolge e coinvolgerà tanto il settore produttivo quanto il tessuto sociale.

Tra l’inizio del 2022 e l’inizio del 2021 per i privati sono più che raddoppiati i costi dell’elettricità e quasi raddoppiati quelli del gas.

Lo mette nero su bianco Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambienti, che in audizione al Senato martedì ha sottolineato come «pur con gli interventi straordinari da parte del Governo, nel primo trimestre 2022 sul primo trimestre 2021 si è registrato un aumento del 131% per il cliente domestico tipo di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse)». Arera certifica che i prezzi di elettricità e gas, «dopo una discesa nei primi giorni dell’anno», sono tornati a salire e «si sono rapidamente posizionati negli ultimi giorni intorno agli 80€/MWh per il gas naturale e i 200€/MWh per l’energia elettrica». Si tratta del valore dei cosiddetti “future” ossia «contratti a termine standardizzato con il quale le parti si impegnano a scambiare una certa attività a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura», come li definisce la Borsa italiana, e sono quindi indicativi dei prezzi anche per i mesi futuri. Tanto che secondo le stime dell’Authority il prezzo delle due componenti dovrebbe sì calare nel 2023 e nel 2024 – pur nell’incertezza delle previsioni a medio termine – ma assestandosi su quotazioni

che permangono superiori alle medie storiche dei prezzi

Senza considerare che in caso di conflitto aperto tra Ucraina e Russia ci sarebbe un’ulteriore impennata.

PP Vigevano Caro bollette - tralicci

SCENARIO Si comprende perciò quanto è concreto il rischio di un’emergenza energetica che perduri, con i conseguenti danni all’industria e alle famiglie italiane. Se per le seconde parlano le cifre di Arera, per le prime

Assolombarda ha stimato che il costo energetico per le aziende regionali nel 2022 sarà quadruplicato rispetto al 2019, superando gli 8 miliardi di euro.

E dell’energia nessuno può fare a meno né al lavoro né a casa, cosicché l’aumento del costo a monte si scarica a valle sui prezzi al dettaglio delle merci (inflazione), sulla riduzione della capacità produttiva (disoccupazione e recessione) e perfino sul funzionamento degli enti pubblici (meno servizi), mettendo a repentaglio la precaria ripresa registrata dall’Italia nel 2020.

PP Vigevano Caro bollette - fotovoltaico

INTERVENTI E senza intravedere all’orizzonte una soluzione definitiva, perché la questione energetica italiana è strutturale e non è stata affrontata per decenni, grosso modo da quando nel 1987 gli italiani con un referendum dissero no al nucleare senza che si adottasse una politica energetica alternativa. Il governo guidato dal presidente del Consiglio Mario Draghi fin qui è intervenuto con misure tampone, azzerando gli oneri di sistema per la luce e riducendoli per il gas e introducendo un bonus “bolletta” per le famiglie in maggiore difficoltà, che sono costate già 5.5 miliardi di euro per il primo trimestre del 2022 e dovrebbero essere reiterate nei prossimi mesi, ma senza che ci sia un ulteriore scostamento di bilancio e quindi dovendo reperire le risorse necessarie, e con l’impegno di aumentare la produzione nazionale di energia nel medio periodo, sia incrementando l’estrazione di gas naturale nel mar Adriatico (si potrebbe passare dal 5% al 10% circa di copertura del fabbisogno) sia accelerando su solare ed eolico, attenuando i vincoli oggi esistenti e sfruttando le superfici occupate dalla Pa per ridurre il costo energetico degli edifici pubblici. Tutti temi di cui dovrebbe occuparsi il Consiglio dei ministri già oggi.

Giuseppe Del Signore

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