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In Italia cala il consumo di droghe tra i giovani, ma le dipendenze restano un’emergenza complessa. Questo quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, presentata dal Dipartimento per le politiche antidroga e illustrata dal sottosegretario Alfredo Mantovano.
CALO Il 2024 dà un segnale in controtendenza dove, per la prima volta dal 2018 (pandemia esclusa), i consumi tra i più giovani diminuiscono. I cannabinoidi passano infatti dal 22% al 21%, le nuove sostanze psicoattive scendono dal 6.4% al 5.8% e calano anche stimolanti e cocaina. Sebbene i nuovi prospetti siano incoraggianti, resta alta però l’allerta sulla cannabis, ancora la sostanza più diffusa tra i minori, tanto che si stima sia stata consumata da uno studente su cinque. Ma a preoccupare è soprattutto l’ampia disponibilità di droghe, basti pensare che più del 40% di chi ne fa uso dichiara di potersi rifornire facilmente in strada; mentre uno su cinque lo farebbe online. Nonostante quindi il leggero calo, resta comunque un mercato in evoluzione, dove a evolversi non è solo lo smercio delle droghe, ma anche la purezza di alcune sostanze.
SOSTANZE ILLEGALI Sempre secondo la Relazione annuale al Parlamento, nel 2024 sono state intercettate 58 tonnellate di sostanze, con la cannabis a farla da padrona al 79% seguita dalla cocaina al 19%, ma a preoccupare è la varietà dell’offerta. Nel mercato sono state individuate 79 nuove sostanze psicoattive dal sistema di allerta rapido, fra catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici e oppiacei. Ma una particolare attenzione è rivolta anche al fentanyl, già protagonista di crisi sanitarie in altri paesi, primi su tutti gli Stati Uniti. Proprio per contenerne la diffusione, nel 2024 è stato attivato un Piano nazionale di prevenzione, uno «strumento solido e preso a modello da stati che stanno drammaticamente seguendo la diffusione del fentanyl al loro interno», sottolinea il sottosegretario Alfredo Mantovano.

SOSTANZE LEGALI Ma accanto ai consumi illegali, rimangono rilevanti anche quelli legali. Secondo il report, nel 2024 un minorenne su tre ha fumato tabacco, uno su quattro ha sperimentato almeno un’intossicazione alcolica, mentre cresce l’uso di psicofarmaci senza ricetta, circa il 12% degli studenti ne ha fatto uso, un fenomeno preoccupante che riguarda soprattutto le ragazze. A questi dati si aggiunge la diffusione di nuove forme di consumo, tra questi hashish e marijuana con percentuali di Thc sempre più elevate, liquidi ad alta potenza per le sigarette elettroniche e derivati di cannabis adulterati con cannabinoidi sintetici, come l’Hhc, recentemente inserito nelle tabelle delle sostanze vietate. Non solo tabacco e alcol, ma anche le sigarette elettroniche. Nate come alternativa al fumo tradizionale, spesso veicolano estratti super concentrati di Thc, hashish di nuova generazione o liquidi potenziati. Basti pensare che, secondo le analisi forensi, in alcuni casi si raggiungono concentrazioni di principio attivo del 95%, con effetti non ancora del tutto noti, ma potenzialmente molto pericolosi.
IMPATTO L’impatto della cannabis sul sistema sanitario è evidente. Oggi circa il 7% dei ricoveri droga-correlati è legato all’uso di cannabinoidi, una quota che sale al 29% se si considerano tutti i casi con almeno una diagnosi correlata. Ma il fronte più delicato resta quello dei giovani, su cui si concentrano interventi di prevenzione nelle scuole e nei contesti educativi. Nel 2024 sono stati attivati 328 progetti di prevenzione in ambito scolastico e il 60% delle scuole ha organizzato giornate dedicate.
La grande partecipazione e la qualità degli elaborati realizzati dagli studenti – continua Mantovano – confermano che puntare sul piano educativo e formativo dà respiro strategico al lavoro di prevenzione.
Educazione e sensibilizzazione che passa anche dalla famiglia, come ricorda il report, che resta un presidio cruciale. I ragazzi con buone relazioni e fiducia nei genitori mostrano minori comportamenti a rischio.
GIUSTIZIA Sul fronte penale invece la giustizia seleziona i propri interventi. Nel 2024 le denunce per violazione della legge sugli stupefacenti sono state quasi 28 mila, con la cannabis in testa alle segnalazioni per uso personale pari al 77% e un’incidenza elevata tra i giovani sotto i 24 anni. Sempre un pubblico di giovani il 44% dei denunciati per detenzione o spaccio di cannabinoidi la cui età è inferiore ai 24 anni, mentre l’8% è addirittura minorenne. Un segnale evidente di come la filiera dello spaccio intercetti ancora fasce d’età vulnerabili. Ma contrastare l’uso e abuso di sostanze è possibile. Il prossimo novembre si terrà a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, a 16 anni dall’ultima edizione interamente in presenza. «Promuovere una discussione franca e concreta – conclude Mantovano – permette quella condivisione di interventi che è funzionale alla loro soluzione. Nessuno ha la pretesa di soluzioni infallibili, ma l’obiettivo è rendere più consistenti le risorse per contrastare una minaccia che, oggi più che mai, non possiamo permetterci di sottovalutare».
Rossana Zorzato

