Assemblea diocesana: «Ascolto e dialogo con le cose nuove»

Sarà il santuario della Madonna della Bozzola ad accogliere, venerdì 2 ottobre, l’Assemblea diocesana che aprirà il nuovo anno pastorale della Chiesa di Vigevano.

TERZO ANNO L’appuntamento avrà come titolo “Fare bene il bene. Glossa o sine glossa?” e segnerà l’avvio del terzo anno del cammino sinodale, dedicato all’impegno cristiano in campo sociale e politico. Nell’invito alla partecipazione, il vescovo Maurizio Gervasoni sottolinea che l’Enciclica “Magnifica Humanitas” di papa Leone XIV ha confermato la necessità, per i cristiani, «di mettersi in ascolto e in dialogo con le cose nuove» generate dalla storia e dalla scienza. L’obiettivo è discernere, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, i comportamenti moralmente corretti e le istanze missionarie ed evangeliche che la comunità ecclesiale è chiamata ad assumere e vivere. Non si tratterà, dunque, soltanto di acquisire nozioni. Come precisa il Vescovo, il percorso è sinodale perché il suo primo intento «non è tanto quello, pur utile e necessario, di istruirci su aspetti dottrinali», quanto quello di porre tutti nella condizione di elaborare cammini «di discernimento spirituale e di conversione attraverso momenti di confronto spirituale».

IL RUOLO DELLA CHIESA Al centro della riflessione del nuovo anno sarà il ruolo dell’istituzione ecclesiastica nella quale i cristiani vivono, operano e rendono la propria testimonianza. L’Assemblea si inserirà anche nel più ampio itinerario della Chiesa universale, accogliendo le indicazioni della Segreteria Generale del Sinodo per il percorso “Verso le Assemblee 2027-2028. Tappe, criteri e strumenti per la preparazione” e per il documento “Fare memoria – Accompagnare la preparazione dell’Assemblea di valutazione della Chiesa universale”. Ad accompagnare la Diocesi durante l’anno sarà l’équipe sinodale, chiamata a far maturare non solo i contenuti del programma, ma anche, scrive monsignor Gervasoni, «le modalità e le caratteristiche fortemente comunitarie dello stile sinodale». Il titolo richiama san Francesco nell’ottocentesimo anniversario della morte e invita a vivere il bene “sine glossa”, senza attenuazioni, nella radicalità del Vangelo. La figura del santo di Assisi, osserva il Vescovo, induce

a un cammino di conversione e di fraternità ispirato e accompagnato dalla fede, speranza e carità.

La serata inizierà alle 18.30 con la registrazione e l’accoglienza; alle 19 si terrà la preghiera in Santuario. I partecipanti si trasferiranno nel salone Ipogeo, dove monsignor Maurizio Gervasoni illustrerà le prospettive pastorali per il 2026-2027. Seguiranno la presentazione del cammino sinodale diocesano 2026-2027, affidata all’équipe sinodale, e tre interventi: don Simone Valerani presenterà l’Istituto superiore di scienze religiose Sant’Agostino, don Gianluca Zagarese il cammino di formazione del clero e don Luca Girello i Ministeri istituiti nella Diocesi di Vigevano. Dopo la cena a buffet, alle 21.30 inizierà il confronto nei gruppi, momento decisivo per dare forma concreta a uno stile di ascolto e corresponsabilità; saluti e conclusione sono previsti alle 22.15. Per ragioni organizzative è obbligatorio confermare l’adesione entro domenica 27 settembre, segnalando la propria partecipazione, così da favorire l’accoglienza e consentire di organizzare al meglio la serata, contattando la Curia pastorale. Chi non riuscisse a iscriversi online potrà compilare il modulo cartaceo prima dell’inizio dell’assemblea. La cena a buffet sarà gratuita. Con questo appuntamento la Diocesi invita ciascuno a non restare spettatore, ma a prendere parte a un’esperienza ecclesiale condivisa, nella quale preghiera, ascolto, formazione e dialogo possano diventare passi reali di conversione, fraternità e missione.

Le aspettative per un cammino da rinnovare continuamente

Cosa ci si aspetta dall’assemblea diocesana del 2 ottobre? Lo spiega la referente del sinodo, Anna Maria Bellazzi.

Anna Maria Bellazzi
Anna Maria Bellazzi

IL LAVORO SVOLTO «Nel biennio 2022-2023 abbiamo riflettuto sul tema della liturgia; nel 2023-2024, sulle prassi pastorali; il 2025 è stato l’anno della politica, e l’obiettivo del 2026 è quello di incarnare uno stile di partecipazione ispirato al Vangelo, attraverso percorsi sinodali. La buona vita sociale nasce da una partecipazione responsabile, frutto di un cammino di conversione e testimonianza. Questo tema sarà sviluppato in tre punti: la ricerca delle questioni di fondo alla base dell’impegno sociale dei cristiani; la dimensione comunitaria della carità; il ruolo svolto dalla Chiesa. Abbiamo raccolto una buona partecipazione dei laici, intraprendendo un cammino capillare su tutto il territorio, nelle comunità e nelle parrocchie, sul tema della corresponsabilità e della carità. Ci aspettiamo una visione condivisa del cammino pastorale, e un discernimento nel confronto che avverrà tra i gruppi di lavoro».

L’IMPEGNO SOCIALE Il tema della dimensione socio-politica della fede era stato articolato in due fasi. La prima ha visto tre incontri per ciascuno dei cinque vicariati, con introduzioni curate direttamente dal Vescovo e momenti di laboratorio esperienziale. La seconda fase ha proposto due percorsi specifici: “Va’ e fa lo stesso” e “Voi siete la luce del mondo”, dedicati alla riflessione su situazioni locali, in particolare all’approccio della carità verso i bisogni concreti del territorio. In totale, sono state registrati 800 partecipantin tutta la Diocesi: un segno chiaro di fermento e di desiderio di coinvolgimento. Ma quale è stato il livello di partecipazione dei giovani?

È stata una visione condivisa — risponde Bellazzi — che ha favorito la presenza trasversale di diverse fasce d’età. La presenza delle nuove generazioni dipende dal paese di provenienza, dal lavoro fatto nelle rispettive parrocchie, e il bello è proprio che ogni comunità è costituita da generazioni diverse, che portano ricchezza reciproca: vitalità a chi è più avanti con gli anni, e saggezza a chi è più giovane.

Marco Rossini

LE ASPETTATIVE Il moderatore dell’incontro sarà Marco Rossini, che fa parte dell’equipe sinodale. Che atmosfera si respira in vista di questa assemblea? «È un clima di attesa e di fiducia nello sviluppo del piano pastorale — spiega Rossini — che ha un tema complesso. C’è molto fermento, un po’ come quando inizia l’anno scolastico, con il desiderio di svecchiare, fare il punto della situazione, raccogliere le impressioni. Il bilancio di questi due anni è positivo, con una valutazione basata sulla verifica della qualità evangelica dell’impegno cristiano nel settore socio-politico. Si dovranno individuare percorsi comunitari, e siamo curiosi di capire come specificare questo cammino. Sarà importante cogliere il senso di quello che si sta facendo, con la possibilità di sistemare qualcosa».

don Carlo Cattaneo, Davide Zardo

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