«Ci vuole un’altra mentalità, un percorso dell’anima, che combatta i falsi principi, soprattutto il principio drogato». Non ha usato giri di parole padre Mario Marafioti, gesuita e fondatore della Comunità Emmanuel che dal 1980 si occupa del recupero di tossicodipendenti e non solo in Puglia, invitato a intervenire al convegno organizzato dalla Presidenza del Consiglio per la “Giornata mondiale contro le droghe”. Questo principio, ha spiegato,
lo posso enunciare, brevemente: “Io il mio dio”. Si declina “Io ho bisogno”, “Io l’oggetto del mio bisogno”, “Io la soddisfazione del mio bisogno”. Anche contro gli altri, anche senza gli altri, anche senza Dio, anche contro Dio
RIVOLUZIONE Il suo discorso ha preso le mosse da un interrogativo con cui si confronta di frequente. «Una delle mie pene di questi anni è che siamo in una società che conosce il male, lo produce pure, ma non vuole vincerlo, si contenta di gestirlo. Mi domando continuamente come mai non vinciamo questa battaglia contro la droga? Qualche volta me lo chiede una mamma, un ragazzo: quando vinceremo questa battaglia?». Una prima risposta è che «a livello individuale sappiamo che lo faremo non quando smetteremo l’uso delle sostanze, ma quando cambieremo vita, mentalità, riconoscendo che questa è una mentalità drogata, che è alimentata da una società drogata». Quello che padre Marafioti propone è appunto un percorso prima di tutto spirituale, necessario tanto a livello individuale, per «cambiare vita all’insegna del principio di verità, di relazione e di amore», quanto a livello sociale
quando tu, io, lui, noi, voi, essi facciamo la guerra, una rivoluzione culturale globale permanente, che veramente ci faccia combattere insieme per non gestire il male, ma per sradicarlo
IN PRIMA PERSONA Un impegno che per il gesuita riguarda ogni individuo, come ha spiegato ricorrendo alla storia di un giornalista che, impressionato dalla visione di una bambina povera, si trovò a sognarla piangente e divorata dalle mosche. Di fronte a quella visione
cominciò a dire “O Signore, fai qualcosa”. Si svegliò e sentì la voce, dice lui: “Ho fatto te, va”
«Lottatori, buon combattimento, fino alla vittoria».
Gds

