Il 21 giugno alle 8:30 gli studenti delle classi quinte di tutta Italia saranno chiamati ad accomodarsi sui banchi di scuola per sostenere la prima prova dell’esame di Stato. Si partirà con la prova d’Italiano, analoga per tutti gli istituti. I maturandi potranno scegliere una delle sette tracce messe a disposizione dal ministero. La seconda, il 22 giugno, riguarderà la materia d’indirizzo e sarà ancora una volta ministeriale. Un ritorno al passato da questo punto di vista, considerando che l’anno scorso le tracce erano state proposte dalle commissioni. Inoltre quest’anno la commissione torna a essere composta da un presidente esterno, tre commissari interni allo stesso e tre esterni. Un vero e proprio ritorno alle regole pre-pandemia. Conclusi gli scritti e pubblicati gli esiti, sarà la volta del colloquio, con un percorso interdisciplinare a partire da uno spunto proposto dalla commissione.
SENTIMENTI Fin qui la forma, ma la sostanza è fatta anche dalle emozioni, dalle sensazioni, dai calcoli, dai piani – di studio e di vita – che si intrecceranno da qui fino alla pubblicazione del tabellone con l’esito finale, chi aspira alla lode, chi semplicemente mira a superare questo scoglio per poi affrontare quello che sarà dopo. Questo è il momento che molti considerano come l’ingresso nell’età adulta, un rito di passaggio necessario, un “coming of age” che per l’Italia ha un valore sociale e culturale forse anche più forte di quello didattico-valutativo, un elemento che pare trovare conferma nelle percentuali elevatissime (superiori al 99%) di promozione tra chi è ammesso a sostenerlo. L’Araldo ha chiesto a studenti, docenti, dirigenti e presidenti di raccontare come si stanno preparando per il loro esame e come valutano il ritorno all’antico della commissione mista.
a cura di E.V. e I.G.
1I professori: «Maturità come primo vero step della vita»
Spronare gli studenti a dare il meglio nel primo vero esame della loro vita. Anche i professori si apprestano a fare i conti con una maturità così come si è conosciuta prima che iniziasse la pandemia. Non solo, in questi giorni in cui ci si appresta a concludere l’anno scolastico, a effettuare i consueti scrutini durante i quali si decreta chi verrà ammesso all’esame di Stato, si trovano anche tempo e modo per interrogarsi e riflettere sul ruolo della scuola, su come stia cambiando e su cosa significhi essere insegnanti nel 2023. «L’esame torna a un formato a cui gli studenti sono sempre stati abituati – spiega Martina Dellacqua, docente di Matematica e fisica all’Omodeo di Mortara, che sarà commissaria esterna al Leonardo Da Vinci di Vigevano – ritengo corretto tornare a una seconda prova ministeriale. Le quinte hanno vissuto un triennio tranquillo, non condizionato dalla didattica a distanza. Il consiglio che mi sento di infondere ai ragazzi è quello di non farsi sopraffare dall’ansia e dalla paura».
CONSIGLI Quindi affrontare la maturità con «tranquillità, con la piena consapevolezza delle competenze acquisite nel corso del triennio». L’approccio dei maturandi sarà quindi quello giusto? «Nel corso delle simulazioni del colloquio – evidenzia Pasquale Imbrogno, insegnante di lettere al Caramuel-Roncalli, che farà parte della commissione esterna al Volta di Pavia – è emersa una scarsissima preparazione da parte degli studenti, e una mancanza di capacità di effettuare collegamenti multidisciplinari. Non pensavo che si fosse arrivati a questo livello». Occorre considerare l’esame di Stato come il primo vero step della vita.
Niente ansia e nervosismo – ribadisce Imbrogno – si tratta di un esame che abbiamo sostenuto tutti. I miei colleghi terranno sicuramente conto di tutte le componenti del caso e cercheranno di mettere gli alunni a proprio agio. Gli insegnanti esterni non conoscono i ragazzi che esamineranno, ma sono consci del fatto che il loro percorso di studi è stato influenzato dalla pandemia.
2I presidenti: «Giusto che la maturità sia tornata ai suoi standard»
Un ritorno alla normalità. La maturità 2023 vede la presenza di commissari e presidenti esterni. Di fatto riporta indietro le lancette nel tempo di almeno 4 anni. «Spero non ci siano difficoltà – si auspica Giovanna Simonetta, docente di lettere che farà da presidente all’istituto Cairoli di Pavia – la commissione mista è stata una sorpresa, che in molti non si aspettavano. Per quanto ci riguarda è molto meglio». Secondo Simonetta la presenza di un presidente e di tre commissari esterni «garantisce maggiore obiettività. La maturità rappresenta il primo vero e proprio esame che gli studenti sostengono anche dinanzi a professori che non conoscono. Tutte le prove scritte tornano a essere preparate dal Ministero. Per i ragazzi è indubbiamente questo il modo migliore per mettersi alla prova e verificare le proprie capacità».
NORMALITA’ I giorni che antecedono l’inizio delle prove d’esame sono quelli dedicati al consueto mega ripasso di tutto il programma scolastico. «I ragazzi si stanno impegnando – evidenzia Margherita Giuberchio, presidente esterna al liceo artistico dell’Omodeo di Mortara – sono pronti, stanno studiando con molta cura. Mi auguro che possa andare tutto bene. Mi complimento perché percepisco che sono riusciti a superare il periodo pandemico». Un ostacolo, quello rappresentato dalla Covid-19, che ha messo a dura prova il mondo della scuola e che per mesi ha impedito agli studenti di vivere e considerare la scuola non solo come un luogo in cui si acquisisce un bagaglio culturale, ma anche e soprattutto come una struttura nella quale si impara a socializzare.
Ho visto gli studenti concentrati e determinati – constata Giuberchio – pronti ad affrontare questa prova: spero che possano tirar fuori tutte le loro potenzialità. Giusto comunque che la maturità sia tornata ai suoi standard.
3Gli studenti: «Agitati, ma pronti ad aprire un nuovo capitolo»
Voglia di impegnarsi, di porre fine a un capitolo della propria vita durato 5 anni per poi aprirne uno nuovo: quello che spalanca le porte al mondo universitario e alla realtà lavorativa. Per gli studenti arriva il momento di iniziare progettare la propria vita post maturità, certo non prima di aver vissuto con trepida attesa i pochi giorni che li separano dalla prima prova dell’esame 2023, quella di Italiano, in programma il 21 giugno.
Provo un po’ di agitazione – racconta Matilde Bonacossa, studentessa del liceo delle scienze applicate al Caramuel-Roncalli – probabilmente aumenterà man mano che ci avvicineremo al giorno degli esami. I professori ci sostengono, stanno comunque cercando di trasmetterci fiducia e tranquillità.
OBIETTIVI Un percorso di studi che ha dovuto fare i conti con la pandemia Covid-19 e con tutto ciò che ne è conseguito. «Avrei voluto attraversare questi anni diversamente – precisa Bonacossa – abbiamo dovuto rinunciare a gite e a tante esperienze di questa natura. Siamo stati fortunati ad avere avuto al nostro fianco docenti che ci hanno capiti fino in fondo». Prima la maturità, dopo? «Spero di entrare nella facoltà di Medicina. Mi piacerebbe restare al nord e vorrei provare a gestire l’Università per conto mio». Ansia preesame, per una maturità tornata di fatto in formalità standard, ma anche consapevolezza delle proprie potenzialità.
SPERANZE E c’è chi pensa soprattutto al dopo: «Finiti gli esami, mi piacerebbe entrare nella marina militare – è l’obiettivo di Stefano Carcano, maturando dell’IIS Caramuel Roncalli, indirizzo Chimica, Materiali e Biotecnologie – so che è un progetto molto particolare, ma mi impegnerò per riuscire a realizzarlo. Ho aspirazioni che quindi non hanno a che vedere con il mondo universitario. Non ho paura della maturità, è una prova alla quale tutti, prima o poi, dobbiamo sottoporci. Mi sento pronto ad affrontare questa sfida. Dopodiché cercherò di seguire la mia strada».
4I dirigenti: «Gli studenti sapranno mettere in luce i loro punti di forza»
«Gli esami condotti solo da membri interni finiscono per essere una semplice conferma dell’andamento scolastico complessivo dello studente – premette la dirigente del Casale, Elda Frojo – La commissione mista conferisce maggiore serietà e costituisce una prima esperienza responsabilizzante per gli studenti: una sorta di test a 360° che permette allo studente di comprendere davvero cosa ha fatto, lo ritengo un valido “strumento” per “misurare” la maturità e la capacità di resilienza dei ragazzi». Detto questo «è chiaro che i ragazzi sono più agitati proprio perché non sanno chi si troveranno di fronte; è anche vero però che la seconda prova affidata a un commissario interno conferisce sicurezza ai ragazzi e li stimola a dare sempre di più anche ora, che sono alle “battute finali”». Anche Stefania Pigorini, dirigente dell’Omodeo di Mortara, si sofferma sulla natura mista della commissione,
una “variabile” aggiuntiva che può preoccupare gli studenti in quanto saranno valutati da commissari che non li conoscono. Dal punto di vista organizzativo, la formula è rodata e non presenta particolari difficoltà.
L’ALTRO FRONTE Per i professionisti della scuola il confronto con docenti di altre scuole è un elemento positivo. «Per docenti e dirigenti scolastici è sempre un bene confrontarsi con altre realtà e conoscere nuovi colleghi. Spero che tutte le commissioni cerchino di valorizzare gli studenti e di non ridurre l’esame a puro nozionismo». Qualche consiglio per gli alunni? «Agli studenti auguro una positiva e soddisfacente conclusione – commenta Pigorini – raccomandando loro di affrontare le prove con serenità per valorizzare al meglio la preparazione raggiunta». Anche Frojo punta su «serietà e serenità: in ogni caso è una tappa importante del percorso scolastico ma non è determinante per stabilire il valore di una persona. Chi si è impegnato sarà messo nelle condizioni di esprimere le proprie capacità, auguro a tutti gli studenti di riuscire a dare il meglio di sé e di mettere in luce i propri punti di forza».