L’Araldo ha intervistato i candidati delle principali liste che si presentano nella circoscrizione del nord-ovest (selezionati sulla base delle intenzioni di voto nei principali sondaggi), per conoscere le loro proposte in relazione ai primi tre temi della “Riflessione” proposta dalla diocesi di Bergamo.
MIGRANTI E’ favorevole all’istituzione di un sistema unico di accoglienza, al superamento del sistema di CAS e CPR, a un sistema diverso per la concessione di permessi di studio e lavoro? Cosa pensa dell’esternalizzazione delle frontiere europee attraverso Paesi terzi?
GIOVANI Ci può indicare un’azione concreta che l’Ue può intraprendere per rendere i giovani soggetto attivo della vita civile e politica comunitaria?
CULTURA Quali sono le fondamenta su cui costruire una “cultura europea” che superi o valorizzi le differenze nazionali?
A cura di Ab, Ec, Gds, Af, Ms, Ev
1Lega: «I Cas e i Cpr sono da potenziare»
Per Angelo Ciocca «è fondamentale mantenere strutture come i Cas e i Cpr, che andrebbero potenziate. Sono strumenti necessari per gestire i flussi migratori e garantire rimpatri. Sulla concessione di permessi, bisogna privilegiare i migranti con competenze e professionalità. Quanto all’esternalizzazione, è ovvio che serva collaborare con i Paesi di origine e transito dei migranti». Sempre secondo Ciocca «l’Unione europea sta attraversando una fase delicata e le sue politiche stanno mettendo in difficoltà milioni di cittadini europei. Le decisioni della Bce di aumentare i tassi di interesse hanno avuto un impatto pesante sui mutui. Serve adottare politiche mirate che promuovano l’occupazione giovanile e sostengano la natalità». «E’ importante che l’Europa – sottolinea – pur nel rispetto delle diversità nazionali, mantenga una cultura occidentale e cristiana».
2Stati Uniti d’Europa: «Lo spirito europeo è da creare»
Vittorio Barazzotto, biellese classe 1958, nel 2014 consigliere regionale in Piemonte per il Pd e presidente della commissione di bilancio, nel 2019 aderisce a Italia Viva ed è in lista con “Stati Uniti d’Europa”. «L’Italia ha un problema enorme legato al continuo calo demografico, c’è la necessità di avere nuove persone. Serve una politica che non spalanchi le porte, ma che regolamenti i flussi, con una distribuzione equa europea e uno snellimento della burocrazia: non è possibile fare aspettare ai 18 anni per la cittadinanza a chi è nato e ha studiato qui». Per i giovani occorre «un serio investimento nella formazione, soprattutto in quegli istituti che dovrebbero già proiettarti al lavoro». Le scuole sono poi centrali anche per la dimensione culturale, «per creare lo spirito europeo che non si percepisce da nessuna parte. Dobbiamo spiegare ai giovani, già dalle scuole, che l’Europa è una risorsa».
3Azione con Calenda: «Titoli di studio equiparati per tutti»
«Affrontare il fenomeno migratorio supernado l’accordo di Dublino per arrivare alla redistribuzione dei richiedenti asilo in tutta Europa». Per Bonetti (Azione) «non si può parlare solo di politiche di redistribuzione, ne servono di formazione e inserimento lavorativo, per una reale integrazione». Una battaglia di Azione è inoltre «quella del riconoscimento dei titoli di studio equipararli in tutta Europa. Riforma dei trattati, abolendo l’obbligo del voto all’unanimità, autonomia di bilancio e poteri legislativi e gestionali significativi». Azione nasce dal manifesto di Calenda “Siamo Europei”. «Serve riconoscersi nella democrazia, nella difesa delle libertà individuali e collettive. La cultura europea è la gestione della pandemia, le politiche di welfare che non lasciano indietro nessuno e quel senso di coesione, dimostrato anche nella difesa della popolazione ucraina».
4Partito Democratico: «L’Ue si fonda su diritti e solidarietà»
Un’accoglienza rinnovata, partecipazione e valorizzazione delle diversità: sono i punti scelti da Brando Benifei, candidato Pd. «Cas e Cpr hanno creato condizioni lesive dei diritti umani. Un sistema rafforzato per la concessione di permessi di studio e lavoro è la misura più adatta per l’inclusione, sono contrario all’esternalizzazione». Per i giovani, «il Corpo europeo di solidarietà consente di partecipare a progetti europei. Esistono altre iniziative, come Erasmus+, per lo studio e per l’impatto nella costruzione di un’Unione fondata su valori condivisi». E, a tal proposito, «l’Ue si fonda sul diritto, sui diritti, sull’economia sociale di mercato e sulla solidarietà. La costruzione di un demos europeo è ancora work in progress, ma la ricchezza dell’Unione sta nel valorizzare le diversità per raggiungere obiettivi comuni senza rinunciare alle proprie specificità».
5Forza Italia – Noi Moderati: «Bruxelles non lasci sola l’Italia»
Silvia Piani, candidata alle europee con Forza Italia, ma con un trascorso leghista, sostiene un modello d’immigrazione in cui «tutti i Paesi si impegnino in egual modo nella gestione dei flussi migratori, al momento questo non sta accadendo. Bruxelles deve fare in modo che alcuni Paesi, tra cui l’Italia, non vengano lasciati soli nella gestione di questa emergenza». Piani crede molto nei giovani e ritiene che «siano molto attivi nella vita politica: incentivare la creazione di strumenti o piattaforme digitali che i ragazzi possono usare per esprimere le loro idee e opinioni riguardo all’attualità, sarebbe un passo da compiere per avvicinarli alla realtà politica». Piani vorrebbe una cultura europea «che promuova valori come libertà, democrazia, diritti umani. L’Europa deve essere un ponte che unisce, non una barriera. Promuovere il senso dell’identità, tenendo comunque conto del rispetto reciproco».
6Movimento 5 Stelle: «I Cpr sono dei luoghi senza senso»
Simone Verni, 1975, vogherese, consigliere regionale dal 2018 al 2023 sempre per il M5S. «La migrazione non è altro che un fattore storico e sociale e come tale deve essere governato, è importante e utile rivendicare una maggiore presenza dell’Europa in ciò, l’esperienza dei Cpr è un esempio di come non dovrebbe essere gestito questo fenomeno: luoghi senza senso, in cui vengono rinchiuse persone per semplici atti amministrativi». Per quanto riguarda i giovani «un tema concreto è l’Erasmus e la sua accessibilità: analizzando i dati vediamo che solo il 10% degli studenti usufruiscono di questo servizio che è fondamentale per abbattere le barriere culturali e linguistiche dei paesi. Sarebbe interessante prevedere anche un riconoscimento automatico del titolo di studio in ogni paese Ue». La cultura per Verni è l’ingrediente mancante: «Abbiamo costruito un’unione economica, ma non un’unione sociale».
7Alleanza Verdi Sinistra: «A scuola gratis dall’asilo alla laurea»
Rivedere il sistema che regola la gestione del fenomeno migratorio con l’istituzione di un sistema unico d’accoglienza, investire nella ricerca, rendere il diritto allo studio gratuito dalle scuole materne fino alle Università sono le proposte che Simona Merisi, candidata alle europee di Alleanza Verdi-Sinistra per la circoscrizione nord-ovest, vorrebbe portare sui banchi del Parlamento Europeo. «Un sistema unico d’accoglienza è necessario per garantire un futuro migliore a coloro che sono costretti a scappare dai propri Paesi d’origine – afferma Merisi – e per superare quello attuale, basato su Cas e Cpr, che si sta rivelando sempre più inefficace. Incentivare il diritto allo studio è invece la strada da percorrere per rendere i giovani diretti protagonisti di un nuovo progetto». E per la cultura? «Valorizzarne una proprio europea: i nazionalismi fanno male all’Europa. Le differenze, se unite, sono un arricchimento».
8Fratelli d’Italia: «Il piano Mattei è la vera soluzione»
Elena Nai è alla prima esperienza alle europee, è candidata con FdI e ha le idee chiare. «Le regole per l’accoglienza dell’immigrazione regolare dovrebbero essere uniche, così da garantire integrazione e accoglienza dignitose. L’aiuto deve passare dal piano Mattei nei paesi africani tramite promozione del loro sviluppo». Quanto alle future generazioni spiega che «i giovani non devono essere presi in considerazione solo al momento del voto. La promozione della cultura politica e del loro coinvolgimento passa dalle scuole e dall’associazionismo». In merito al tema culturale ha idee inclusive: «Si deve optare per una cultura di valori comuni e condivisi dalla maggioranza dei 27 paesi. Si deve abbandonare l’impostazione ostile, tecnocratica e burocratica delle politiche di estrazione socialista. Ci vuole un’Europa al servizio dei popoli, solo in questo modo gli Stati saranno incentivati a rinunciare a parti di sovranità».



