Kore, sempre più richieste: «Nel 2025 arriveremo a 300»

A Vigevano e in Lomellina aumentano le donne vittime di violenza. Un grido d’aiuto sinonimo non solo di una maggiore ondata di pressioni fisiche e psicologiche, ma anche di una maggiore consapevolezza che spinge sempre più donne a non nascondersi e reagire, chiedendo aiuto ai centri antiviolenza.

Nicla Spezzati, presidente di Kore centroantiviolenza Vigevano.

NUMERI «Nel 2024 abbiamo chiuso il bilancio con circa 247 donne che si sono rivolte a noi – spiega Nicla Spezzati, presidente del centro antiviolenza Kore – mentre quest’anno, dal 1° gennaio al 30 giugno abbiamo ricevuto quasi 150 donne, numeri che ci fanno prospettare un numero complessivo di circa 300 donne a fine del 2025». Un dato che fa riflettere, ma riflette anche la consapevolezza di volere e poter reagire, che sta aumentando sempre di più. «Rispetto a tre o quattro anni fa è cresciuto molto il numero delle donne straniere, ma non perché sia aumentata l’immigrazione – continua – ma perché con il passaparola hanno iniziato a parlarsi e a trovare un punto di riferimento sicuro. C’è una maggiore consapevolezza, anche perché abbiamo fatto molto lavoro di sensibilizzazione attraverso volantini in più lingue, la radio, su tutti i fronti». Sebbene siano aumentate le richieste d’aiuto di vittime straniere, «la maggior parte di chi entra a Kore sono donne italiane», con un dato che, nel complesso è rimasto stabile. «Il 73% delle donne che chiede aiuto ha bambini o comunque figli minori e vivono in una grave violenza assistita – aggiunge Spezzati – Ma dall’altro lato quello che ci preoccupa molto è il forte aumento di ragazze giovani. Riceviamo chiamate da ragazze nella fascia 16-20 anni e, in alcuni casi, anche dalla fascia 14-15 anni, molte vittime di stalking, revenge porn, furti d’identità».

EDUCAZIONE In questo un punto fermo nella lotta contro la violenza di genere resta l’educazione. Educazione non solo al rispetto dell’altro, ma anche ai sentimenti, alla sessualità e alla responsabilità delle proprie azioni. «Kore, oltre a mantenere vivo il tema della violenza sulle donne, sta facendo aperture molto grandi – spiega la presidente – Oltre al lavoro che già facciamo nelle scuole, stiamo portando avanti un grande progetto triennale con l’Università di Pavia, che parte dalla scuola dell’infanzia e arriva fino alla terza media. Lo scopo è sensibilizzare fin dai primi anni, parlando innanzitutto di educazione affettiva e imparando ad affrontare e comunicare i sentimenti». Un’attenzione che deve essere condivisa anche con i genitori.

Come Kore speriamo di mettere a punto un progetto sul fronte della genitorialità dal prossimo anno, creando uno spazio in cui i genitori possano venire al centro antiviolenza e parlare di determinati temi, ancora considerati tabù, con i figli.

LAVORO Ma la lotta alla violenza prosegue anche sul posto di lavoro. «Con la convenzione Oil diventata legge, le aziende pubbliche e private sono obbligate a fare ogni anno formazione sulla violenza – conclude Spezzati – un modo per sensibilizzare sulle molestie, ma anche per intercettare tutti quei casi di donne vittime a casa. Non ultimo il caso di una signora controllata costantemente dal partner tramite la geolocalizzazione del cellulare. Per lei era impossibile andare in un luogo che non fosse il lavoro, abbiamo così organizzato degli incontri direttamente in azienda».

Rossana Zorzato

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