Le “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” messe a fuoco del Next Generation Italia sono soprattutto legate al trasporto ferroviario, ai grandi assi stradali, ai porti dell’alto Tirreno e dell’alto Adriatico.
Le grandi opere a cui si riferisce sono quelle che il Governo ha individuato la scorsa estate come strategiche e tra le quali, a scanso di equivoci, non rientrano né la Vigevano-Magenta né la Broni-Mortara né la linea Milano-Mortara.
Del resto il Piano, pur abbastanza preciso nel descrivere gli interventi, riesce nel capolavoro di parlare di “alta velocità” e di corridoi europei “Ten-T” senza mai citare la Torino-Lione, la cosiddetta “Tav”, che però… c’è, visibile in una delle immagini sgranate che accompagnano la terza missione.

TRAGUARDI Gli obiettivi a cui si mira sono la decarbonizzazione, l’aumento della coesione territoriale e lo sviluppo del Mezzogiorno, la digitalizzazione dei sistemi di controllo per la manutenzione delle strade e per impedire che si ripetano crolli di ponti e viadotti, accrescere il trasporto merci su rotaia, potenziare le reti locali. Gran parte delle iniziative sono destinate al centro e al sud Italia per sostenere «competitività dei traffici e sostegno alla competitività del sistema produttivo del Mezzogiorno», una soluzione che rischierebbe di penalizzare un territorio come quello vigevanese e lomellino, che sconta un isolamento infrastrutturale di vecchia data.
QUADRANTE Del resto nel settore Nord-Ovest altri progetti dovrebbero essere completati allo scopo di collegare l’Italia al «corridoio Reno-Alpi». Tra le infrastrutture che dovrebbero vedere la luce il Terzo valico dei Giovi, annesso a una nuova viabilità nell’area di Genova, ma anche il quadruplicamento della linea Gallarate-Rho, nel tratto da Parabiago a Rho, e della Milano Rogoredo – Pavia, nel tratto da Rogoredo a Pieve Emanuele, al fine di migliorare le prestazioni della rete ferroviaria nel trasporto merci. Queste percorrenze potrebbero così accogliere treni «più pesanti, più lunghi e di maggiore sezione». Su cui Vigevano e la Lomellina rischiano di nuovo di non salire.
Gds

