Coronavirus Pavia, a Mortara contagi +35.7% in una settimana

A Mortara i contagi si impennano, +35.7% in una settimana a causa di un focolaio presso il centro sociale “Padre Francesco Pianzola”.

Sono 71 i nuovi casi nel centro lomellino, pari a poco meno di un quarto di quelli registrati in Provincia in questo intervallo. Tra le suore pianzoline sono 55 su 56 quelle risultate positive al tampone, cui si aggiungono 13 operatori.

IL FOCOLAIO «Grazie a un intervento repentino di Ats e delle Usca – spiega suor Simona Corrado, madre generale della congregazione delle Suore missionarie dell’Immacolata Regina Pacis – è stato possibile fare il tampone a tutte». L’Ats di Pavia ha avviato subito tracciamento, test diagnostici per i contatti stretti e quarantena. «Tutte le persone coinvolte sono in isolamento – spiega Mara Azzi, direttore generale di Ats – anche i soggetti negativi, ma nessuno è ricoverato e le Usca hanno già effettuato due visite». Occorrerà attendere i prossimi giorni per valutare l’evoluzione della malattia, anche perché molte suore sono anziane e hanno altre patologie. «Diverse sorelle sono allettate – precisa la madre generale – e avevano già un quadro clinico complesso, senza contare che la maggior parte hanno più di 80 anni. Considerando l’evoluzione dell’infezione, alcune situazioni potrebbero aggravarsi nei prossimi giorni». L’unico decesso avvenuto in questi giorni non sarebbe legato al virus.

Ats di Pavia - sede
Ats di Pavia – sede

IN PROVINCIA Il territorio pavese ha visto una crescita del 4.9% dei soggetti colpiti dal Sars-CoV-2, in netta ripresa rispetto a quanto rilevato negli ultimi mesi, tanto che per trovare un dato paragonabile occorre tornare a maggio, a ridosso della fine del lockdown. E se è vero che è tutta la regione Lombardia ad aver registrato un’accelerazione (+5% la media regionale, una settimana fa era +1.9%), con i picchi delle province di Varese (+9.1%), Milano (+8.5%) e Monza (+8%),

è altrettanto vero che giorno dopo giorno il confronto non è più con l’estate o la prima parte della fase due, ma si spinge ormai a lambire il periodo della chiusura totale.

CENTRI PAVESI Detto di Mortara, che è la città con più contagi negli ultimi sette giorni e la cui prevalenza è di 17.5 casi ogni mille residenti, nel capoluogo questi sono arrivati a quota 748 (+51, +7.3%) e 10.2, ormai vicina a quella di Vigevano, che ne conta 663 (+23, +3.6%) ed è a 10.4, e in linea con Voghera, 525 (+8, +1.5%) e 13.4. I primi dieci municipi per numero di persone che sono state infettate dal coronavirus raggruppano il 58.8% di quelli settimanali e segnalano un cambio di passo rispetto ai periodi precedenti. A Vigevano +3.6% contro +1.8%, +2.4% e +1.5% delle ultime tre settimane, a Mortara +35.7% contro +1.0%, +2.6%, +1.6%, a Pavia +7.3% contro +3.6%, +4.5%, +3.7%, a Cilavegna +4.0% contro +0.8% e nessun incremento negli altri due raffronti, a Garlasco +2.1% contro +1.4%, +2.9% e +1.5%. Dall’inizio dell’epidemia i decessi ufficiali sono 1338, a cui occorre aggiungere i morti diretti senza diagnosi, quelli indiretti – il Sars-CoV-2 ha fatto da innesco per il peggioramento del quadro clinico – o indiretti non correlati, cioè morti a causa della crisi del sistema ospedaliero, come precisato in più occasioni dall’Istat, tanto che già a giugno una prima stima ne ipotizzava 1600.

LOMBARDIA E’ in generale la Regione a rilevare un cambio di passo,

cosicché i positivi aumentano tanto quanto nel resto d’Italia, +40.4% in confronto al +40.5% del Belpaese,

anche se ancora non tutti gli indicatori sono a livello delle medie nazionali, tanto che i deceduti decrescono seppur di poco (da +0.15% a +0.09%, in termini assoluti si tratta di 15 persone). Spostando lo sguardo sugli ospedali, sono soprattutto i ricoverati con sintomi ad aumentare, +51.8%, un’ascesa equivalente a quella dell’interno mese di settembre dopo che nella scorsa settimana erano perfino diminuiti. In terapia intensiva i posti occupati da persone colpite dal Covid-19 sono il 22.0% in più, a fronte del +32.3% di una settimana fa e del +54.6% dello scorso mese. Significativa anche la crescita del rapporto tra numero di tamponi eseguiti e numero di casi registrati, che in tre settimane passa da 1.2% a 2.3% e ora a 3.9%, un dato che smentisce la vulgata secondo cui «i contagiati crescono perché si fanno più tamponi». Se così fosse l’indice dovrebbe diminuire.

Giuseppe Del Signore

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