I positivi diminuiscono in Italia e in Lombardia, ma non in provincia di Pavia.
Sono 510 i casi attivi in area pavese, il 12.6% in più rispetto a una settimana fa, quando se ne contavano 453, e crescono anche i ricoveri, giunti a quota 30 (+30.4%, dati al 06-09).
Negli ospedali del territorio ci sono 6 pazienti in terapia intensiva (+50%, erano 4) e 24 nei reparti Covid (+26.3%, erano 19), a ulteriore conferma di un leggere ritardo rispetto all’andamento epidemiologico registrato nel contesto regionale. Il tasso di crescita dei contagiati si mantiene leggermente al di sopra, +0.5% contro +0.4%, anche se è inferiore a quello che si misura nel Belpaese (+0.9%), dove ci sono territori in cui il contagio corre di più. Quanto ai decessi, negli ultimi sette giorni è morta una persona, portando a 2601 il numero delle vittime con diagnosi di Covid-19, cui occorre aggiungere circa 550 morti in eccesso stimate a partire da dati Istat e risalenti alla prima ondata.
IN CITTA’ A livello di singoli comuni si procede a velocità differenti. A Pavia (+0.5%), Vigevano (+0.6%), Mortara (+1.4%) i nuovi casi hanno avuto un’accelerazione rispetto a una settimana fa, soprattutto nell’ultimo dei tre citati, che paga anche la lentezza nella campagna vaccinale. Viceversa si assiste a un rallentamento a Garlasco (+0.5%), Gambolò (+0.1%), Voghera (+0.3%), mentre nei centri più colpiti in rapporto alla popolazione sono da segnalare gli scarti registrati a Zeme (un nuovo soggetto interessato, +0.7%) e Mede (due, +0.3%), tutto fermo ad Albonese, Sartirana, Olevano, Cozzo.
CONFRONTI Nello stesso intervallo di tempo in Lombardia i positivi sono il 6.6% in meno, in Italia il 3.8%, attestandosi rispettivamente a 11mila circa e 136mila circa. Se questa flessione lascia ben sperare per il futuro, a oggi non è sufficiente a frenare le ospedalizzazioni, che aumentano: nella penisola il ritmo è più blando sia in rianimazione (+4.0%, pari a 570 pazienti, era +13% nella precedente rilevazione) e nelle degenze ordinarie (+0.9%, pari a 4302, era +8.6%), in Regione è più sostenuto sia nel primo (+16.7% contro +11.6%, 56 persone) sia nel secondo caso (+10.0% contro +6.6%, 375). Dati che al momento non pregiudicano la tenuta del sistema ospedaliero, che ha tassi di occupazione dei posti letto pari al 6% nazionale e al 4% regionale per la terapia intensiva e al 7% e 6% per l’area “non critica”, distanti dal 14% e 23% della Sicilia, che si trova attualmente nella situazione peggiore. Del resto è in flessione anche il rapporto tra casi trovati e test effettuati, che scende al 2.1% in Italia e all’1.2% in Lombardia, segno di un’epidemia di cui al momento si riesce a seguire il percorso.
Giuseppe Del Signore

