Mortara, Imu evasa per 450 mila euro

Parte la caccia ai “paga no”. Ma questa volta non si tratta né di mensa, né di bambini.

L’IMU NON SI PAGA Nel mirino ci sono i mancati versamenti Imu del 2024, un’annualità che presenta un conto salato per le casse comunali. Nel complesso mancano all’appello 449 mila e 820 euro. Una somma che comprende, oltre all’imposta vera e propria, anche le sanzioni e il conteggio degli interessi. Una cifra rilevante, che pesa per circa il 12 per cento sul gettito annuale previsto, il quale si attesta attorno ai 2,8 milioni di euro all’anno. Per chi non ha saldato il dovuto sulle seconde case, sui terreni o sugli immobili commerciali e produttivi, arriva la fase dei “promemoria” inviati dall’ente pubblico. Gli uffici comunali stanno inviando gli avvisi di accertamento.

La “pasta in bianco” non rientra più nei mezzi di pressione per poter spingere i morosi ad un celere pagamento della tassa “evasa” nel corso del 2024.

I CONTROLLI «Somme di questo tipo finiscono congelate nel fondo crediti di dubbia esigibilità – spiega l’assessore al bilancio Rita Maccarini – la legge impone di accantonare le somme accertate ma non ancora incassate, impedendone l’impiego per servizi o opere pubbliche finché i soldi non entrano davvero in cassa. Si tratta di adempimenti e verifiche ordinarie gestiti in autonomia dagli uffici. L’ufficio tributi controlla chi non ha saldato le quote dovute per l’anno di riferimento ed emette gli avvisi di accertamento. È una procedura periodica indispensabile per cercare di migliorare le entrate e garantire una maggiore capacità di riscossione dell’ente». Il fondo crediti di dubbia esigibilità è una sorta di salvadanaio virtuale che serve da cuscinetto finanziario prudenziale. Ma è anche una zavorra per la capacità di investimento dell’ente. A Mortara supera complessivamente i 13 milioni di euro.

REGOLARIZZARE Dopo la prima notifica curata direttamente dagli uffici comunali, i contribuenti avranno la possibilità di regolarizzare la propria posizione o segnalare eventuali anomalie. Trascorsi i termini stabiliti dalla legge senza che il debito sia stato estinto, la palla passerà alla società Ica, l’agente esterno a cui il Comune ha affidato il servizio di riscossione coattiva fino al 2028 in modo da poter gestire le fasi successive del recupero, andando a caccia dei “paga no”.

Edoardo Varese

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