Coronavirus Pavia / Solo 3 in rianimazione in tutta la Provincia

Le terapie intensive in Provincia sono quasi vuote: appena 3 malati, mentre si contano solo 20 nuovi contagi nell’ultima settimana.

I ricoveri sono tornati ai livelli della scorsa estate (-62.5%) e i casi sono talmente ridotti da non costituire uno scarto significativo rispetto alla precedente rilevazione, il che si abbina alla continua flessione dei casi attivi, -38.4% (dati al 28-06).

In tutto sono 758 i positivi, sotto la quota mille non scendevano dalla prima parte di ottobre, di questi 23 si trovano nei reparti Covid (-23.3%), cifre che vanno nella stessa direzione e che indicano come per ora nel territorio pavese l’azione congiunta di vaccini e bella stagione ha un impatto superiore rispetto a quella delle varianti. A queste si aggiunge il lento calo del numero dei decessi, sono state 5 le persone morte negli ultimi sette giorni contro le 6 dell’intervallo precedente (+0.2% stabile) e le 7 di quello ancora prima, in tutto a giugno ci sono state sin qui 24 vittime, per un totale di 2592 dall’inizio dell’epidemia di Sars-CoV-2, cui occorre aggiungere circa 550 deceduti stimati a partire dall’eccesso di mortalità nel corso del 2020.

“METROPOLI” Guardando ai singoli comuni, metà dei nuovi soggetti colpiti si trovano in quelli di maggiori dimensioni, 5 a Vigevano (+0.1%), 4 a Voghera (+0.1%) e uno a Pavia, mentre a Mortara, Garlasco, Gambolò non se ne registrano e lo stesso vale per quei centri che, pur avendo meno residenti, sono stati più esposti al coronavirus in rapporto alla popolazione: Mede, Cozzo, Olevano, Sartirana e Albonese sono fermi, con la sola eccezione di Zeme che conta una nuova infezione e arriva a una prevalenza di 132.5 casi ogni mille abitanti.

CONFRONTO Anche in Lombardia e nel resto d’Italia gli indicatori raccontano di una situazione che continua a migliorare, tuttavia si assiste a una frenata del ritmo con cui questo miglioramento va avanti. I positivi si apprestano a scendere sotto quota 50mila su tutto il territorio nazionale, -28.8% negli ultimi sette giorni a fronte del -51.3% precedente, di questi circa un quinto si trova in Lombardia, -17.7% a fronte di -25.7%, mentre per quanto riguarda le ospedalizzazioni, in rianimazione si contano 289 persone a livello italiano (-24.9%) e 61 a livello lombardo (-20.8%), che diventano rispettivamente 1723 (-27.9%) e 250 (-36.1%) nei reparti ordinari. Relativamente alle degenze è interessante notare che

per i pazienti più gravi siamo al di sopra dei numeri di un anno fa (erano 97 in Italia di cui 43 in Lombardia) e per quelli meno gravi si assiste a una diminuzione (erano 1120 e 321),

questo però a fronte di un numero di positivi che è grosso modo lo stesso nel contesto regionale e quasi tre volte superiore oggi rispetto a dodici mesi fa in quello nazionale, segno di una maggiore capacità di trattamento della Covid-19 e dell’impatto positivo della campagna vaccinale. Da ultimo si contrae ancora l’indice di positività, pari allo 0.4% e tale da permettere un corretto tracciamento dei casi e sequenziamento del virus, procedure indispensabili per fronteggiare le varianti.

Giuseppe Del Signore

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