A Vigevano il 2020 si chiuderà con poco meno di 3mila persone colpite dal coronavirus.
All’incirca il 4.5% dei vigevanesi è risultato positivo al tampone per il Sars-CoV-2,
un numero che tuttavia rende conto solo di una faccia della medaglia del contagio in città, tralasciando tutti gli asintomatici o quanti non hanno mai ricevuto una diagnosi. A Mortara l’anno vedrà i casi arrivare intorno ai 750, anche qui circa il 5% dei cittadini, mentre Garlasco si troverà a breve distanza dai 450, pari più o meno al 4.5%.
Guardando ai comuni più colpiti in Lomellina, Albonese oggi è al 9.4% (dati 28-12), Zeme all’8.4%, Cilavegna al 7.9%.
Cifre che sono destinate ad accrescersi nel 2021, stante il perdurare dell’epidemia. Nell’ultima settimana in provincia di Pavia i nuovi positivi sono stati 761, il 3.3% in più rispetto alla precedente, un incremento che è superiore alla media regionale (+2.7%) e vede il territorio all’incirca a metà tra l’apice di Mantova (+5.4%) e l’aumento più contenuto di Monza (+1.5%). I morti ufficiali affetti dalla Covid-19 sono 1862, +3.1% in sette giorni (+56), in frenata rispetto al +3.6% dell’ultimo intervallo,
allo stesso tempo al di sopra del dato lombardo (+2.0%) e al di sotto di quello nazionale (+4.6%), una situazione che si mantiene costante nelle ultime tre settimane.
I COMUNI A livello di città, Pavia vede una crescita del 2.5% (contro il precedente +4.6%) e arriva a 3310 (prevalenza 45.2 casi ogni mille residenti), Vigevano +2.9% (contro +3.6%) e 2794 (44.0), Mortara +5.9% (contro +5.6%) e 723 (46.9), Voghera +3.1% (contro +5.5%) e 1722 (43.8), Garlasco +3.7% (contro +4.4%) e 416 (43.0), Cilavegna +2.1% (contro 8.2%) e 430 (79.0). Quest’ultimo centro ora, oltre a essere il terzo più colpito, è anche il terzo con più casi in Lomellina, dietro a cittadine ben più grandi come Vigevano e Mortara. Un contagio si è avuto anche ad Albonese (50 casi) – il comune più segnato in rapporto alla popolazione – e 2 a Zeme (84).
IL CONTESTO Allargando lo sguardo alla Lombardia e al resto d’Italia, il numero degli attualmente positivi diminuisce rispettivamente del 10.7% (-21.7% una settimana fa) e del 6.3% (-9.1%).
Prosegue il deflusso della seconda ondata, ma sempre più lento, come dimostrano anche i dati dei ricoveri e il permanere a un livello alto dell’indice di positività, rapporto tamponi/casi trovati (8.2% e 10.3%).
In terapia intensiva ci sono 512 ricoverati a livello regionale (-8.7%, ma in precedenza -18.1%) e 2565 a livello nazionale (-6.1% contro -11.8%), negli altri reparti 3791 (-10.4% contro -16.2%) e 23932 (-4.8% e -9.4%).
Giuseppe Del Signore

