Al San Martino di Mede il reparto di medicina è stato portato da 14 a 20 letti, con 19 pazienti non Covid. È uno dei primi segni del ritorno alla normale funzionalità dei reparti da parte dell’Azienda sociosanitaria territoriale di Pavia. Per fronteggiare l’emergenza dettata dalla diffusione del virus, a partire dalla fine del mese di febbraio, Medicina interna era stata trasformata in reparto Covid con 14 posti letto dedicati e, a partire dal 19 aprile ha ripreso l’attività ordinaria. Diretto dal dottor Simone Bagnoli, lo staff è composto da due internisti, un geriatra e un reumatologo. L’attività dell’Unità operativa, che gestisce il reparto di degenza, il day hospital e gli ambulatori specialistici, ha come mission l’assistenza globale al paziente adulto e anziano affetto da patologie di interesse internistico. L’accesso al reparto avviene principalmente dal pronto soccorso (80% dei ricoveri) e in minima parte attraverso ricoveri programmati. Il reparto si avvale delle specialità di neurologo, oculista, otorino, ortopedico, ginecologo, nefrologo, fisiatra, cardiologo e dietista. L’assistenza ai pazienti ricoverati prevede il coinvolgimento di medici, infermieri, operatori tecnici dell’assistenza, operatori socio sanitari. Le patologie più frequentemente trattate sono cardio-cerebro-vascolari, polmonari, dismetaboliche, epatologiche, oncologiche.
I numeri del Covid si sono ulteriormente ridotti: all’ospedale civile di Vigevano ci sono 53 contagiati, più 8 in rianimazione, e a Mortara 32. La delibera della giunta regionale approvata a inizio settimana con le linee guida per la riapertura delle attività sanitarie dispone un rientro graduale con ripresa dell’attività ordinaria di ricovero fino a un massimo del 60-70% di quella erogata dalla struttura prima della pandemia, con pazienti che necessitano di prestazioni non rinviabili oltre i 60 giorni di attesa; pre-triage in Pronto soccorso con tampone immediato se le persone hanno la febbre; negli ospedali aree Covid con dispositivi di protezione rafforzati, aree “grigie” per chi è in attesa di tampone e zone “Covid free” riservate a chi ha tampone negativo. Inoltre, per quanto riguarda le attività ambulatoriali, si dovrà lavorare rigorosamente con prenotazione per evitare assembramenti. C’è poi il settore delle sale operatorie, con la raccomandazione, dove sia presente e utilizzabile, di attivare un blocco operatorio ad uso esclusivo dei pazienti candidati a chirurgia elettiva, ossia per interventi decisi da medico e paziente e programmati in situazioni non di urgenza. «Stiamo lavorando – spiegano dall’Asst – per creare le condizioni di garantire l’accesso ai cittadini a reparti, ambulatori e laboratori. Il tutto per operare nella massima sicurezza ed evitare di tornare al contagio».
Davide Zardo

