Ospedali, pasti sotto accusa

Pasti scadenti e razioni scarse. A Vigevano e negli altri nosocomi pavesi la questione della refezione negli ospedali è esplosa in questi giorni con una serie di segnalazioni che hanno acceso il dibattito tra operatori sanitari, pazienti e sindacati. Critiche che si sono concentrate non solo sulle quantità, ma anche sulla capacità del servizio di adeguarsi alle diete specifiche necessarie ai ricoverati, particolarmente nei casi di patologie che richiedono regimi alimentari mirati.

L’entrata dell’ospedale civile di Vigevano

MALCONTENTO La protesta ha trovato eco anche tra i dipendenti dei presidi ospedalieri dell’Asst pavese, dove gli operatori chiedono un intervento più deciso da parte della direzione aziendale per far rispettare gli standard previsti dal contratto di appalto. Il nodo centrale è la gestione del servizio di ristorazione, affidato nei presidi di area a una ditta esterna, Vivenda, che ha vinto la gara di appalto. Il cambio di fornitore, avvenuto di recente anche negli ospedali di Voghera e Vigevano è stato accompagnato da segnali di malcontento crescenti, raccolti in più lettere e sondaggi tra il personale. Secondo le lamentele, la mensa non sempre rispetterebbe le porzioni previste e i menù specifici non verrebbero correttamente erogati nei reparti, con un conseguente impatto sulla dignità e sul benessere dei degenti e di chi lavora nelle strutture. Il malcontento riguarda anche la mensa aziendale, fruita dal personale sanitario e amministrativo per la pausa pranzo: molti dipendenti hanno segnalato nelle ultime settimane porzioni scarse e l’indisponibilità di buona parte delle pietanze per chi accede alla mensa nelle ore più avanzate, oltre a una bassa qualità generale del cibo.

CONFRONTO La riflessione sul cibo in reparto ha coinvolto più soggetti, dai sindacati ai rappresentanti istituzionali, mettendo in luce una tensione nel servizio pubblico. In questo contesto Asst Pavia ha ribadito di essere al corrente delle segnalazioni e di aver attivato i meccanismi di controllo previsti dal contratto di fornitura. Secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa aziendale,

l’Asst di Pavia è a conoscenza della situazione e il Direttore Amministrativo vede il fornitore questo mercoledì; per cui la Direzione valuterà le dichiarazioni solo dopo l’incontro, prendendosi qualche giorno.

La vicenda ha provocato reazioni anche sul fronte della governance sanitaria locale, con richieste di maggiore trasparenza e di monitoraggi più serrati, soprattutto in vista delle eventuali rinegoziazioni di appalti futuri. In città come Vigevano, pur non essendo ospedale di primo livello come il San Matteo di Pavia, la questione è seguita con attenzione, perché riflette un tema più ampio, ovvero quanto sia importante garantire pasti adeguati in strutture dove la cura passa anche attraverso una nutrizione corretta e rispettosa delle esigenze di chi è ricoverato.

Rossana Zorzato

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