Scuole superiori, i dirigenti: «Con l’autonomia i “laboratori” in presenza»

Alle superiori la didattica resta a distanza, con i laboratori che potranno essere in presenza. Anche la Regione Lombardia recepisce il Dpcm del 24 ottobre con un’ordinanza ad hoc, il quale nella forma conferma quanto aveva già stabilito, ma nella sostanza apre agli istituti la possibilità di decidere che cosa fare a scuola e che cosa a casa, poiché «le attività laboratoriali» saranno «individuate dai collegi docenti». Un’autonomia scolastica che i dirigenti sembrano intenzionati a usare per bilanciare diritto alla salute e diritto all’istruzione. «Al Casale – dichiara il dirigente scolastico Elda Frojo – struttureremo le attività laboratoriali in modo da avere una turnazione che consenta a tutte le classi dell’Istituto di essere in aula almeno una volta ogni cinque settimane. In questa abbiamo avuto le prime, che non erano pronte per la Dad, nelle prossime toccherà alle altre».

OMODEO Anche Stefania Pigorini, dirigente dell’Omodeo, cerca di muovere la sua barca consapevole di essere in acque ignote. «Siamo di fronte a una situazione fluida – spiega – e molto incerta in cui sono richieste soluzioni organizzative che potrebbero cambiare dall’oggi al domani all’interno di un contesto formativo che ha invece esigenze di pianificazione in un’ottica più lunga. Già a settembre i dipartimenti si sono confrontati per prevedere una certa flessibilità… si naviga a vista, seguendo rotte che possono deviare improvvisamente dal tracciato iniziale, ma con alcune tappe fisse e comuni e soprattutto con una meta condivisa:

una proposta formativa che soddisfi i livelli essenziali di prestazione che il sistema scolastico deve offrire agli studenti tenendo conto sia dell’obbligo scolastico sia di quello formativo

A Mortara nella prima settimana tutte le classi del triennio del linguistico, dello scientifico e del tecnico economico hanno svolto la Dad, viceversa l’artistico e tutte quelle del biennio hanno continuato in presenza per i laboratori o per prepararsi alle videolezioni. Dalla prossima settimana, afferma Pigorini, «l’organizzazione sarà tale da soddisfare i requisiti previsti sia dall’Ordinanza regionale del 27 ottobre sia dal Dpcm».

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Elda Frojo (Casale)

CASALE L’obiettivo comune è garantire una formazione adeguata: «Il Casale – conferma Frojo – cercherà di sostenere al massimo i suoi studenti. Mi preoccupa il divario sociale che si accentuerà, i ragazzi hanno già subito un grave danno durante la primavera».

capisco che la situazione stia precipitando, ma davvero chiudere la scuola è la soluzione? E davvero possiamo considerare che a partire dai 14 anni i nostri ragazzi sono autonomi? Forse questo non è un paese per giovani

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Alberto Panzarasa (Cairoli)

CAIROLI «Sta andando male, molto male – sostiene Alberto Panzarasa, dirigente del Cairoli – Perché non si sta capendo nulla. Avanti così non si può andare, noi dirigenti scolastici ci divincoliamo tra ordinanze regionali e prese di posizione del Governo spesso in contrasto tra loro. Il rischio è quello di assistere a quello che stiamo vedendo: la messa in scena di una didattica pasticciata». Secondo Panzarasa finché non si comprende che l’organizzazione di una scuola è

una vicenda complessa che ha impegnato il sottoscritto con i propri docenti per tutta l’estate e che non è possibile chiederci di riprogrammare, senza farci finire noi, i nostri studenti, gli insegnanti e i genitori nel caos più completo, non capiremo mai che l’importanza centrale della funzione della scuola

Per la didattica a distanza si stanno rispettando le disposizioni governative che indicano chiaramente di organizzare le lezioni in modo tale che i ragazzi possano seguirle. «Stiamo letteralmente impazzendo – aggiunge Panzarasa – si lavora pasticciando perché le norme oltre a non essere chiare non sono nemmeno scritte in modo lineare».

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Matteo Loria (Caramuel)

CARAMUEL Gli fa eco Matteo Loria: «Le disposizioni sono decisamente poco chiare ed estremamente contraddittorie – dice – stiamo cercando di barcamenarci tra una disposizione e l’altra, senza esplodere, anche se il rischio è alto. I problemi non sono dentro, ma fuori dalla scuola». Questa settimana a Caramuel, Castoldi e Roncalli oltre alla Dad si è deciso di adottare modalità di valutazione per monitorare la preparazione degli studenti. Comunque da lunedì scorso tutti gli studenti sono in Dad, compresi quelli del serale, in attesa di chiarimenti come tutti gli altri istituti italiani, alle prese con regole che sembrano scritte per non essere capite.

Noi dirigenti abbiamo passato la domenica con il cellulare in mano, scambiandoci opinioni, timori, perplessità: andare avanti così è impensabile

VALUTAZIONE Un altro aspetto da considerare è come svolgere verifiche e interrogazioni a distanza. «I collegi docenti – commenta Pigorini – devono considerare forme di valutazione degli apprendimenti che superino la dimensione dell’accertamento dei livelli di conoscenza, ma guardino anche allo sviluppo di competenze. È pur vero che senza conoscenze non ci possono essere competenze sicure e significative». Senza contare che «sarebbe riduttivo e inefficace pensare di concentrare le prove nei pochi momenti in presenza». «Più della valutazione – aggiunge Frojo – mi preoccupa il livello di preparazione che potranno raggiungere gli studenti». Anche perché qualche strategia si può mettere in campo: «Conversazioni a tema – suggerisce Pigorini – presentazione autonoma di un argomento, domande circostanziate, la modalità debate, ma anche considerare i lavori svolti in modalità asincrona, l’autocorrezione, la puntualità».

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