1Davanti al municipio con la bandiera ucraina

Anche Vigevano dice no alla guerra. Con un partecipato evento di fronte al municipio, lo scorso sabato la città ducale ha manifestato a favore della pace in Ucraina. Più di un centinaio i partecipanti, sia italiani sia ucraini: da quest’ultimi in particolare tante testimonianze del conflitto in atto. «Mia moglie e mio figlio sono in Ucraina e non posso raggiungerli– racconta Francesco Betroli – non mi fanno superare la dogana perchè mi è scaduto il permesso di soggiorno. Mia moglie ha avuto un infarto e non riesce più a camminare. Mio figlio è stato arruolato e non riesco a contattare la mia famiglia. Voglio che questa guerra finisca al più presto, in modo da poter rivedere le due persone a cui voglio più bene».

«Ci hanno attaccato all’improvviso – spiega Iwanka Gavrish, giovane docente di Inglese – mio fratello ha detto che vuole unirsi all’esercito per combattere in difesa del nostro Paese. Gli altri miei parenti si trovano al confine con la Polonia, ma si trovano comunque costretti ad attraversare una situazione ostica. La Nato e l’Ue devono venire in aiuto della nostra gente. In sostegno delle persone, che come mio fratello, vogliono combattere per difendere la libertà della nostra terra. Ringrazio gli italiani che stanno venendo da noi per offrirci tutto il necessario per sopravvivere».

E.V.

2Tutti in strada per una marcia contro la guerra

La fiaccolata a Gambolò

Circa 200 persone hanno sfilato lunedì sera con delle fiaccole in mano, pregando per la pace in Ucraina per le strade del centro di Gambolò. La manifestazione è stata organizzata dall’amministrazione comunale ed è stata aperta dal sindaco Antonio Costantino che nel suo discorso ha invitato gli stati in guerra a sedersi a un tavolo e a negoziare la pace. Alla manifestazione hanno partecipato molti cittadini, gli amministratori comunali e anche diverse associazioni di Gambolò. La fiaccolata è partita da piazza Cavour, davanti al municipio. «Se vogliamo la pace – ha detto Costantino – smettiamo tutte le guerre e prendiamoci cura di ogni essere umano».

Anche in altre località della Lomellina si sono visti presidi contro la guerra che si sta combattendo in questi giorni in terra ucraina: venerdì sera alle ore 18 a Mortara in piazza del Teatro una ventina di persone, con fiaccole, bandiere e un messaggio di pace, hanno fatto un sit in pacifico. «Ieri sera un servizio raccontava di un’associazione italiana che lavorava con i bambini oncologici di Kiev – racconta Adriano Arlenghi, uno dei cittadini mortaresi partecipanti alla manifestazione – che oltre alla paura della morte, che un triste destino ha per loro deciso, devono sottostare anche alla paura dei bombardamenti».

A.B.

3Gara di solidarietà per sostenere le popolazioni colpite

La raccolta al negozio Baby Bazar

A Vigevano scatta la gara di solidarietà a favore della popolazione ucraina. Sono tante le iniziative spontanee nate in seno alla città ducale per portare aiuto ai tanti uomini e donne vittime della guerra. Alcune di esse sono state elencate dal sindaco Andrea Ceffa durante una speciale diretta Facebook dedicata all’emergenza umanitaria in corso: tra le iniziative messe in luce dal primo cittadino, quella delle scuole cittadine, che nelle prossime settimane raccoglieranno materiale da mandare alle famiglie ucraine in difficoltà. Anche la società civile si è mossa: il negozio Baby Bazar di via Farini ha promosso una raccolta di beni di prima necessità, mentre i Rotary mede Vigevano raccoglieranno coperte, alimenti e vestiario presso la Nuova Farmacia in corso Pavia.

Alcuni vigevanesi, infine, partiranno direttamente verso il fronte: «Dal 10 al 13 marzo io e Antonella Trentin ci uniremo all’associazione umanitaria Time4life International in partenza per la Romania al confine con l’Ucraina – spiega la volontaria Alessia Vercesi – per portare aiuti ai profughi che stanno abbandonando le case e non hanno appoggi». Alla raccolta è possibile contribuire anche con offerte di denaro: «Guideremo un furgone e potremo portare generi di prima necessità: latte in polvere, omogeneizzati, biscotti, merendine, succhi di frutta, formaggini, marmellata, Nutella, cioccolata, latte, caramelle, tonno, carne in scatola, piselli, fagioli, zuppe minestroni pronti all’uso, grissini, pane confezionato, crackers. In questo momento non hanno la possibilità di cucinare. E poi prodotti per l’igiene personale: sapone, bagnoschiuma, shampoo, dentifricio, spazzolino da denti, assorbenti donna, pannolini bambini, kit pronto soccorso, torce e batterie, power bank. Ogni nostro piccolo gesto sarà conforto per queste persone, vere vittime innocenti dì una guerra assurda. Termine ultimo per la consegna di materiale 8 marzo». Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi tramite Whatsapp al numero 3357053621.

A.F.

4Beni di prima necessità in partenza da Mortara e Gropello

La raccolta di Gropello

La risposta per aiutare l’Ucraina è andata oltre ogni più rosea previsione anche in Lomellina. Sabato da Mortara partirà il terzo carico di vestiti pesanti e alimenti da spedire direttamente in Ucraina tramite Olga, una donna che vive in città da anni e che è punto di riferimento della comunità ucraina. L’appello, partito su Facebook, non è caduto nel vuoto: vestiti e alimenti sono arrivati anche da persone che non abitano a Mortara. «Ho messo un post su Facebook – spiega Anna Aru, una delle organizzatrici – anche su suggerimento di Olga. Invitavo a donare vestiti, coperte e cibo. La risposta è stata così immediata e grande, che già domenica scorsa abbiamo dovuto cercare altri locali per raccogliere tutto. Per fortuna don Marco ci ha messo a disposizione la Multisala di San Pio X». «Il primo carico – interviene Olga – è già partito domenica scorsa, uno mercoledì e l’altro partirà domani.

Il materiale arriva nella zona di Leopoli dove volontari del posto, con grande pericolo, smistano quanto ricevono. Là si vive nelle cantine, nei sotterranei, ogni notte ci sono allarmi. Oltre alla consegna di domani ne organizzeremo altre». A Gropello Cairoli Carmen Oliva, titolare insieme alla sua famiglia di una pizzeria e dell’Hotel Flower, insieme ad un gruppo di volontari hanno raccolto beni di prima necessità da inviare in Romania, al confine con l’Ucraina. «La risposta dei gropellesi è stata eccezionale – spiega Oliva – La merce arrivata era talmente tanta che ci siamo dovuti fermare altrimenti avremmo avuto difficoltà nel traporto. Siamo in contatto con il sindacato dell’ambasciata Ucraina a Milano. Domani a mezzogiorno tutto il nostro carico partirà per la Romania». Una volta arrivato in terra rumena altri volontari che si sono attivati per questa sorta di cordone di aiuti umanitari, distribuirà vestiti, medicine e cibo in alcune chiese ortodosse che si trovano proprio al confine.

G.G, M.D.