Il centrocampo del Portogallo, con il trio da sogno Vitinha, João Neves e Bruno Fernandes, le corazzate Francia e Spagna, il Brasile di coach Carlo Ancelotti, uno che di vittorie importanti ne sa qualcosa e poi occhio alla “sorpresa Norvegia”.
LE FAVORITE Secondo Francesco Repice, giornalista sportivo e voce di Radio Rai, sono queste alcune tra le nazionali da tenere d’occhio al campionato del mondo che inizierà l’11 giugno. Per Repice, sono due le selezioni che partono come favorite per la vittoria finale: «Per me Spagna e Brasile sono leggermente davanti a tutti. Poi esistono variabili che oggi non possiamo ancora valutare e che potrebbero cambiare completamente il quadro, ma in questo momento vedo loro come le squadre più complete». Gli iberici puntano soprattutto sul talento di Yamine Yamal, mentre la “Selecao” sull’esperienza del suo Ct Carlo Ancelotti, un allenatore che nel suo cv vanta 5 Champions League, ora pronto ad aggiungere la Coppa del mondo al suo palmarès: «Ancelotti ha sempre saputo dare equilibrio alle proprie squadre – continua Repice – anche a quelle piene di talento offensivo. Lo aveva fatto nel Milan dell’albero di Natale e penso possa riuscirci anche con il Brasile. Non necessariamente replicando gli stessi schemi, ma applicando gli stessi principi». Tra le rappresentative più attese non può mancare il Portogallo, forte di un centrocampo che molti considerano il migliore del panorama internazionale. Un giudizio che però viene accolto con cautela da Repice:
Si tende a fare paragoni con il Paris Saint-Germain e con il rendimento di alcuni giocatori nei club, ma una nazionale è un’altra cosa. Inoltre, non mi sembra che Francia e Spagna abbiano reparti centrali inferiori, anzi. Prima di sbilanciarsi, secondo me, bisogna aspettare il campo.
POSSIBILI SORPRESE Repice invita alla prudenza anche nei confronti della Norvegia, una delle possibili outsider del torneo. La presenza di stelle come Erling Haaland e Martin Ødegaard ha alimentato grandi aspettative, ma il salto tra qualificazioni e fase finale di un Mondiale resta enorme. «Una cosa è qualificarsi, un’altra è affrontare una competizione di questo livello. Serve esperienza, serve abitudine a giocare partite da dentro o fuori». Sul piano dello spettacolo, invece, le premesse sembrano incoraggianti: «Credo che sarà un Mondiale con tanti gol. Oggi molte squadre privilegiano la fase offensiva e questo porta inevitabilmente a creare più occasioni». Una rifelssione Repice la rivolge anche per l’Italia, esclusa dal Mondiale per la terza volta consecutiv, con il calcio italiano alle prese con una crisi ben lontana dall’essere finita: «Conte è l’uomo giusto per tutto, ma anche Mancini resta una garanzia. Parliamo di allenatori che hanno vinto, che possiedono esperienza e un curriculum di altissimo livello».
Edoardo Varese


