A Pieve del Cairo sta nascendo una nuova società che aiuterà lo sport

La rinascita della Società sportiva pievese potrebbe portare alla riapertura del campo sportivo e a una nuova gestione del parco giochi comunale.

TENTATIVI Lo assicura il sindaco Niccolò Capittini, dopo una serie di riunioni che negli ultimi giorni hanno visto il tentativo di formare una nuova compagine dedicata alle attività atletiche. «Tutto – spiega il primo cittadino – si era fermato due anni fa, dopo la terribile esperienza della pandemia Covid che aveva paralizzato ogni attività. Peccato, perché il campetto sportivo che era stato da poco inaugurato, ora è in stato di abbandono e ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione straordinaria.

Adesso tenteremo di metterlo a posto partecipando a un bando Gal che prevede un finanziamento di 150mila euro.

LA CICLOVIA Il Gal Risorse Lomellina ha già finanziato il recupero di un’ala dello storico palazzo Amisani, sede della biblioteca Giuseppe Ponte e di altre realtà culturali, futura stazione di partenza e di arrivo di una ciclovia che interesserà anche i Comuni limitrofi. L’amministrazione comunale inoltre ha stabilito di destinare il laghetto Solaro (ex area Inerti Rivolta) alla pesca sportiva, affidandola in comodato d’uso gratuito all’associazione locale “Fishing Evolution”, guidata dal presidente Alessandro Pelizza e dal vice Daniele Bonizzoni. Le realtà sportive locali comprendono anche la StraPievese, una camminata ludico-motoria suddivisa in due percorsi da 7 e 12 chilometri, che si è tenuta domenica 3 maggio. Da non dimenticare infine il Caiman Motoclub, che il 3 aprile ha donato al Comune un totem con defibrillatore, e che lo scorso fine settimana ha organizzato “Cairo in festa”, attirando una grande partecipazione grazie a una ricca serie di eventi.

REALTÀ SENTITA Lo sport, insomma, a Pieve del Cairo è una realtà molto sentita. Che potrebbe rafforzarsi con gli impianti adatti. «Anche il parco giochi ha un campetto da basket – prosegue Capittini – e vorremmo riorganizzarlo con una nuova gestione del bar annesso. Potremmo ricorrere a una finanziamento del Coni, altrimenti utilizzeremo fondi nostri. L’importante è che riusciamo a dare un po’ di dinamismo al paese, che ha bisogno di un ripopolamento, così come tutto il territorio lomellino. Queste strutture non devono rimanere “cattedrali nel deserto”, ma diventare aree di vita. Vogliamo che il parco giochi e il campo sportivo tornino a essere due polmoni verdi che permettano di respirare aria nuova».

Davide Zardo

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