Gli interventi nel sito produttivo della raffineria Eni di Sannazzaro non si sono fermati nonostante l’emergenza Covid in Italia che ha colpito anche alcuni dipendenti del sito lomellino. Nonostante questo, alcuni importanti lavori sono continuati con attenzione al rispetto delle misure di emergenza volute dal Governo per i cantieri. Opere finite sulla prima delle quattro ciminiere in quota, la più alta posta a 120 metri di altezza, della Raffineria Eni. E’ stato ultimato il restauro: quasi venti metri della parte terminale della torcia rinnovati con la posa in opera di un prefabbricato (il cosiddetto “cappellotto”) che ha sostituito il vertice ormai usurato. L’operazione è risultata spettacolare per l’altezza della struttura ed è stata effettuata con l’utilizzo di un’accoppiata di possenti autogru che, da terra, hanno operato sino a quell’altezza. I lavori di risanamento della parte terminale si è resa necessaria per la sostituzione del vertice della ciminiera che risultava usurata della emissioni di vapore che hanno nel tempo favorito un serie di fuoriuscite laterali; tale situazione era la causa di forti sibili, i cosiddetti “effetti fischietto” che disturbavano i residenti del vicino abitato di Ferrera. Di recente era stata avviata anche una petizione tra la popolazione di Ferrera per chiedere interventi manutentivi per il contenimento dei rumori. La nuova sommità, secondo un piano di manutenzione prefissato, è stata posata in opera facendola coincidere i lavori con la “fermata” degli impianti sottostanti e la conseguente riduzione produttiva determinata anche dalla contingenza dell’emergenza Covid-19 che ha di molto ridotto i consumi di benzine e diesel e del kerosene per l’aviazione.
Stefano Calvi


