Gambolò, comunità educante della discordia

La proposta consiste nel creare una comunità educante, ma la decisione presa è istituire una consulta aperta a tutti. Ma, come ormai spesso accade a Gambolò, non mancano i botta e risposta tra maggioranza e opposizione.

Elena Nai

LA MOZIONE La proposta parte dalla minoranza con una mozione a firma Anna Zerbi, Elena Nai ed Helena Bologna. «Negli ultimi anni – spiega Nai – sono cresciuti in tutta la Lomellina episodi di disagio giovanile, che sono aumentati in modo particolare dopo la pandemia. Proprio per questa ragione abbiamo presentato una mozione nella quale chiediamo di creare una comunità educante, che possa mettere al centro di tutto i nostri giovani. Si tratta di un progetto che si basa sulla creazione di una rete che comprende oltre al Comune anche la parrocchia e le associazioni presenti a Gambolò. L’intenzione è quella di valorizzare il ruolo del comune che come ente di prossimità possa favorire politiche di sostegno ai giovani, quindi ai cittadini di domani.

L’impegno dell’amministrazione comunale a tal proposito deve essere istituire un tavolo tecnico permanente.

LE POLEMICHE Si tratta di un impegno che l’amministrazione non vuole adottare, almeno non nella forma che intende la minoranza. E non è un caso che la risposta non manca di una vena polemica. «Considerata l’esperienza negativa con la commissione comunità energetica che ha messo in luce i limiti della minoranza – ha detto il vicesindaco Anna Preceruti – al momento non riteniamo opportuno il creare questa comunità. Si procederà di conseguenza nel 2026 con una consulta alla quale hanno partecipato i cittadini. A tal proposito abbiamo iniziato una collaborazione con la parrocchia di Gambolò, che rappresenta un punto di aggregazione importante per la nostra realtà». Il riferimento di Preceruti è alla commissione che avrebbe dovuto istituire la comunità energetica, la cui presidenza era stata affidata a Elena Nai, con quest’ultima che si era poi dimessa dall’incarico. Le poche riunioni che sono state effettuate hanno convinto l’amministrazione a chiudere la commissione. In risposta Nai ha parlato di scusa pretestuosa, perchè ci sono differenze tra comunità partecipante e commissione. La prima, infatti, prevede l’intervento di tecnici come educatori nel caso di quella educante.

Andrea Ballone

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