L’amministrazione comunale di Gambolò si affida a un avvocato per cambiare il contratto con la società che fornisce la pubblica illuminazione. Il comune chiederà 250mila euro perché dopo il passaggio ai led, la società che gestisce l’illuminazione pubblica ha conteggiato le bollette con i vecchi prezzi e non con quelli del risparmio energetico. “Non solo non abbiamo pagato come da contratto – dice il sindaco Antonio Costantino – ma abbiamo subito anche tutti i rincari di questi mesi”. Il comune di Gambolò ha svolto, infatti, dei lavori di efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica e ha richiesto alla società di conoscere una cifra forfettaria dei consumi. In un momento successivo il comune ha chiesto il ricalcolo dei consumi fatturati forfettariamente, di alcuni punti di consegna sulla base dei minori consumi avuti a seguito degli stessi lavori di efficientamento energetico. 
“Ad oggi le fatturazioni dei consumi di energia elettrica degli impianti di illuminazione pubblica – scrive il Comune – non sono state adeguate ai nuovi consumi, permanendo la quantificazione degli importi fatturati sulla base delle modalità di calcolo pre-efficientamento”. A questo proposito l’amministrazione comunale ha deciso di avvalersi della consulenza di un avvocato per definire le nuove condizioni contrattuali per evitare pagamenti di somme importanti alla società, non corrispondenti alla effettiva potenza complessiva consumata.
Andrea Ballone

