A Garlasco la questione dei passaggi a livello torna a bussare con insistenza alle porte del dibattito politico cittadino, come un treno che passa e ripassa senza mai fermarsi davvero.
LUNGHE ATTESE Un tema antico eppure sempre attuale, che riemerge puntuale ogni volta che le sbarre si abbassano e la città si ritrova sospesa, in attesa, divisa in compartimenti stagni. L’opposizione torna a incalzare l’amministrazione comunale, chiedendo nuovi interventi per affrontare le criticità legate alle lunghe attese nelle aree di via Bozzola, via Santa Lucia e via San Biagio, autentici snodi nevralgici della viabilità urbana e nervi scoperti della quotidianità garlaschese.
L’INTERPELLANZA Nei giorni scorsi il gruppo di minoranza Garlasco civica ha depositato un’interpellanza con cui propone l’installazione di pannelli informativi elettronici capaci di segnalare in tempo reale lo stato di apertura e chiusura dei passaggi a livello. Un’idea semplice, quasi elementare, ma che nelle intenzioni potrebbe fare la differenza: ridurre code e disagi alla circolazione, orientare in modo più razionale i flussi di traffico verso i varchi disponibili, evitare che automobilisti e mezzi restino intrappolati in inutili ingorghi o in snervanti attese a vuoto. Secondo i consiglieri di opposizione, infatti, la chiusura contemporanea di più passaggi a livello finisce spesso per creare una sorta di isolamento temporaneo di intere porzioni del territorio comunale. Un isolamento che pesa sulla vita quotidiana dei cittadini, sui tempi di percorrenza casa-lavoro, sull’accessibilità ai servizi, sulle attività commerciali e persino sugli interventi di emergenza, quando ogni minuto può diventare decisivo.
TURISMO FERROVIARIO «Una situazione – spiega il capogruppo Mario Spialtini – che genera fenomeni ormai ricorrenti: improvvise inversioni di marcia, deviazioni decise all’ultimo momento, continui spostamenti da un passaggio all’altro alla ricerca di uno aperto, il cosiddetto turismo ferroviario». Un pellegrinaggio su quattro ruote che attraversa la città inseguendo una sbarra alzata, spesso accompagnato da nervosismo, clacson, manovre azzardate e comportamenti potenzialmente rischiosi in prossimità delle barriere in fase di chiusura. Gesti dettati dall’esasperazione, dalla fretta, dalla sensazione di essere ostaggi di un sistema che non dialoga con chi lo vive ogni giorno. La minoranza ricorda come il problema sia stato segnalato più volte anche in passato, arrivando persino a una raccolta firme promossa dal consigliere Enzo Rossato. Nel tempo non sono mancati sopralluoghi congiunti tra amministrazione comunale e i referenti di Rete Ferroviaria Italiana, nel tentativo di individuare soluzioni condivise e tecnicamente sostenibili. Alcuni interventi tecnici sulla linea hanno effettivamente consentito di ridurre i tempi di attesa, ma – sottolineano dall’opposizione – la criticità non può dirsi superata. Il problema continua a presentarsi con una certa frequenza, come una nota stonata che torna a farsi sentire proprio quando sembra essersi attenuata. Da qui la decisione di riportare il tema all’attenzione del consiglio comunale, chiedendo se nel frattempo l’amministrazione abbia presentato una richiesta formale a Rfi per l’installazione dei pannelli informativi e, in caso affermativo, quali siano le tempistiche previste. Nella convinzione, ribadita nero su bianco nell’interpellanza, che una migliore informazione possa rappresentare un primo passo per restituire fluidità alla circolazione.
Davide Zardo




