Garlasco, Casa di Comunità: forse ci siamo

Sono in dirittura d’arrivo in via Borgo San Siro, nell’area dell’ex Astro, i lavori per la costruzione della Casa di comunità di Garlasco, la quarta in Lomellina dopo quelle inaugurate a Mede, Mortara e Vigevano. La struttura, che è in corso di realizzazione grazie ad un bando del Pnrr di un milione e 260mila euro, dovrebbe essere terminata entro la fine di giugno. Poi si aprirà l’incognita di quali servizi saranno attivati e di che personale sarà presente, soprattutto se ci saranno dei medici e quanti.
LAVORI AL TERMINE La palazzina si estenderà su una superficie di 1.000 metri quadrati e sarà dotata di due piani con ingresso munito di tettoia di protezione. Lì saranno ospitati la nuova sede di Asst, ambulatori specialistici e ambienti sanitari dedicati all’assistenza dei più fragili. Saranno presenti in tutto 12 ambulatori (6 al piano terra e 6 al piano primo) oltre al Cup (centro prenotazioni) ed alle aree di servizio. Il decreto interministeriale del 23 maggio 2022 prevede che, all’interno di ogni Distretto sanitario, definito come articolazione organizzativo-funzionale dell’Asl sul territorio, sia costituita una Casa della comunità ogni 40–50 mila abitanti. Le Case di comunità entrano così a far parte del Servizio sanitario regionale, anche se a oggi sono pochissime quelle che offrono il 100% dei servizi previsti per legge (perché manca il personale, in particolare medico, e non si sa dove reperirlo). Il Decreto le definisce testualmente come «luogo fisico di facile individuazione al quale i cittadini possono accedere per bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria». Le Case di comunità rappresentano quindi «il modello organizzativo dell’assistenza di prossimità per la popolazione di riferimento».
ITER SOFFERTO Un percorso, quello della struttura di Garlasco, che è stato una vera e propria corsa contro il tempo, perché ventisei mesi dopo la firma del contratto, cioè nel dicembre 2025, il cantiere era ancora al 19% tanto da far pensare che potessero saltare i finanziamenti se i lavori non fossero terminati entro il marzo 2026, come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Già in apertura dei lavori nel novembre 2024, in seguito alla demolizione del vecchio edificio ex Astro, la ditta originariamente incaricata da Asst Pavia si era accorta di una trave in comune con l’edificio privato vicino. Per questo motivo tutto si era fermato in attesa di una soluzione. I lavori, dopo un mese e mezzo di stop, avevano ripreso nel dicembre successivo. Poi, nella primavera 2025, un’altra lunga sosta dovuta alle festività pasquali e ai ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Questo aveva convinto Asst Pavia a cambiare la ditta, così da poter terminare l’opera per tempo. Ora, con la nuova impresa, tutto è quasi pronto. La conferma arriva dall’assessore Francesco Santagostino: «L’intervento è a buon punto, e verrà concluso entro il 30 giugno, come da contratto. Anzi, già per la fine di maggio l”impresa edile metterà l’immobile a disposizione dell’Asst perché si possa provvedere all’arredamento degli interni». É già stata fissata una data per l’inaugurazione della struttura? L’assessore sorride: «Bè, adesso non esageriamo».

Davide Zardo

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